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17 marzo 2026 - Aggiornato alle 15:34
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Lavori pubblici

Il "divino Sbarcadero": tra l'inferno del cantiere e la promessa di rinascita

A Siracusa nasce un caso tra sei mesi di ritardo, danni del ciclone e disagi per residenti e operatori: ma il Comune promette la riqualificazione

17 Marzo 2026, 12:27

12:32

Il "divino Sbarcadero": tra l'inferno del cantiere e la promessa di rinascita

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Se Dante dopo la Commedia scrivesse “Il divino Sbarcadero”, non saprebbe dove piazzare lo spiazzo nel cuore della Borgata, attualmente al centro di lavori di riqualificazione: se all'Inferno, in Purgatorio o in Paradiso.

A sentire alcuni operatori, potrebbe trattarsi del Purgatorio, perché è vero che i lavori sarebbero dovuti terminare lo scorso settembre, e che i disagi di un cantiere aperto non sono pochi se gestisci una struttura d'accoglienza, ma «in fondo al tunnel si vede la riqualificazione, e l'attesa sgradevole, tra nubi di polvere, spazzatura ovunque e un calo vistoso del lavoro, potrebbe valere la candela». Gli operatori degli approdi per le barche non aprono bocca, la sera dell'arrivo del ciclone Harry stavano rintanati nei container col cuore in gola per l'imminente tempesta che poi in effetti ha distrutto parte di pontili, e adesso non possono far arrivare gli automezzi per sollevare e posizionare le nuove passerelle che restano impilate da parte. Fino a che dureranno i lavori allo Sbarcadero, non c'è spazio di manovra.

Per loro è l'Inferno in terra. Anzi, sulla terraferma. Entrando allo Sbarcadero la visione è impattante: a sinistra il cantiere procede - sebbene di qualche mese fuori tempo - in una confusione geometrica, con i container, i mezzi, le basole di cemento, le banchine in costruzione, le aiuole con già dentro gli alberi.

A destra, come sintetizza uno dei residenti che affacciandosi dai palazzi si trova davanti lo spettacolo, «è peggio di Beirut quando c'erano i bombardamenti, i lavori procedono ma gli scarti, oltre a quelli portati dal ciclone, si ammonticchiano formando montagne, il vecchio asfalto è spaccato, il marciapiede nuovo si vede già ma non sembra un lavoro che si completerà a breve». Soprattutto considerato che la conclusione dei lavori è in ritardo sulla tabella di marcia già di 6 mesi.

L'importo complessivo (via nell'ottobre del 2024, committente il Settore Mobilità e Trasporti del Comune) è di 1 milione 881 euro dai fondi Pac: la data di conclusione prevista era il 30 settembre dello scorso anno. Interpellato, l'assessore comunale alla Mobilità Enzo Pantano ammette che qualche ritardo c'è stato, in parte dipeso dalla necessità di rimuovere del materiale e di imprevisti sorti in corso d'opera come nel caso di sottoservizi precedenti da modificare. Le fasi critiche sarebbero state superate e l'attesa potrebbe essere ripagata dalla bellezza e dalla funzionalità dell'opera ultimata.