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17 marzo 2026 - Aggiornato alle 15:25
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i conti

Mandorlo in fiore 2026 tra affidamenti diretti e variazioni di bilancio

Delibere approvate mentre l'evento era in corso e utilizzo dell'avanzo presunto 2025 che ha messo un’ipoteca sulla futura capacità di spesa per iniziative di tipo turistico

17 Marzo 2026, 13:12

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Mandorlo in fiore 2026 tra affidamenti diretti e variazioni di bilancio

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Ormai si preferisce chiamarla “Festa”, ma di una cosa il Mandorlo in Fiore è sicuramente una “sagra”: degli affidamenti diretti. Una corsa a perdifiato da parte degli uffici comunali per riuscire a tenere in piedi l’evento da un punto di vista burocratico, assegnando senza procedure pubbliche aperte tutti gli innumerevoli servizi. Ben 40 le delibere attualmente consultabili sull’Albo pretorio del Comune, tutte pubblicate a strettissimo giro, con un ritmo quasi compulsivo a partire dal 6 marzo (quindi 3 giorni dopo che la Giunta aveva approvato il programma definitivo) e, tutte, recanti sostanzialmente la stessa dicitura, che le autorizza e le giustifica.

Il riferimento è all’articolo 50 del D.Lgs. 36/2023, che prevede come gli affidamenti delle prestazioni sottosoglia (quindi al di sotto dei 140mila euro) possano essere conferiti se le stazioni appaltanti procedono, “anche senza consultazione di più operatori economici, assicurando che siano scelti soggetti in possesso di documentate esperienze pregresse idonee all’esecuzione delle prestazioni contrattuali”. Quindi se si tratta di importi molto al di sotto della soglia fissata, nessun rischio e tutto affidato semplicemente alla selezione dell'operatore qualificato.

Una possibilità che è divenuta una regola, con un evento che sostanzialmente si svolgeva man mano che lo si andava autorizzando. Un esempio è una delibera firmata il 13 marzo per i servizi di allestimento audio per l’evento svoltosi nell’atrio della Prefettura di Agrigento la stessa mattina. Il preventivo era stato richiesto al professionista tramite il Mercato elettronico il giorno prima per un costo di circa 1.200 euro e mentre l’evento era in corso l’aggiudicazione veniva affissa all’Albo pretorio del Comune.

Di esempi così, o quantomeno simili, se ne contano moltissimi, anche senza considerare le variazioni del programma imposte dal maltempo. Altro tema, per restare nell’ambito della burocrazia dei soldi pubblici, è: da dove arrivano i soldi necessari per pagare una delle Sagre più costose degli ultimi anni?

Questa volta niente maxi finanziamento prodigioso da parte della Regione, che già ha abbondantemente elargito alla città per Capitale della Cultura 2025, ma tutti soldi provenienti dal bilancio comunale, se si escludono circa 40mila euro provenienti dal Libero Consorzio.

Il Comune, va precisato, non ha ancora approvato il bilancio, ed è stato necessario un intervento d’urgenza sui conti per superare i limiti gestionali di questa fase. È stata quindi approvata una variazione di bilancio basata sul risultato di amministrazione presunto del 2025. Soldi che solo in minima parte erano obbligatoriamente destinati alla promozione. A fronte di un costo di oltre 800mila euro, infatti, 122.739 euro derivano dall’avanzo vincolato dell’imposta di soggiorno. La fetta più consistente, pari a 495.039,50 euro, proviene dal capitolo relativo all’organizzazione di eventi, pubblicità e servizi per trasferte, cui si aggiungono 150.000 euro provenienti dal capitolo destinato a "Eventi di promozione del territorio".

Sotto il profilo dei passaggi burocratici, l'operazione ha richiesto un'azione d'urgenza poiché il Comune si trova in esercizio provvisorio. Una manovra che avviene in un contesto finanziario complesso: il prospetto del risultato di amministrazione presunto 2025 evidenzia una quota disponibile negativa per circa 20,5 milioni di euro, segnale di una rigidità strutturale che richiede una gestione estremamente oculata delle risorse vincolate. In più, questa maxi manovra, ha di fatto messo un’ipoteca enorme sulla futura capacità dell’Ente – almeno nell’immediato – di promuovere iniziative di tipo turistico.