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17 marzo 2026 - Aggiornato alle 19:49
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sanità

Civico di Palermo, Fials lancia l'emergenza: reparti sguarniti e pazienti a rischio, «necessaria la riduzione dei posti letto»

Il sindacato denuncia la mancanza di infermieri e Oss e propone uno stop temporaneo

17 Marzo 2026, 15:18

15:20

Aggressioni negli ospedali, al Civico e al Di Cristina di Palermo arrivano i telecomandi d'allarme per infermieri e medici

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Una «gravissima carenza di personale» sta mettendo in ginocchio il reparto di Seconda Medicina dell'ospedale Civico di Palermo. La denuncia arriva direttamente dal sindacato Fials, che punta il dito contro una situazione ormai insostenibile in una delle unità più strategiche dell'intero nosocomio palermitano, crocevia fondamentale per i pazienti provenienti dal Pronto Soccorso, spesso non autonomi o affetti da patologie infettive complesse.

Secondo quanto riportato in una nota dai commissari Fials di Palermo, Giuseppe Forte e Mario Di Salvo, all'appello mancherebbero almeno cinque infermieri e cinque operatori sociosanitari (OSS). Le squadre attualmente in servizio risultano ampiamente al di sotto della dotazione organica minima, una condizione che, nonostante le ripetute segnalazioni, non avrebbe ancora trovato risposte concrete da parte dei vertici aziendali.

Il sindacato denuncia un corto circuito burocratico: se da un lato la direzione sanitaria avrebbe assunto impegni per sopperire alle mancanze, dall'altro la direzione strategica non avrebbe ancora concesso il nulla osta per l’immissione in servizio del nuovo personale. Questa paralisi amministrativa sta generando, secondo la Fials, un concreto rischio per l'incolumità fisica dei lavoratori e un serio pericolo per la sicurezza e la qualità dell’assistenza ai pazienti.

Di fronte a questo scenario, la proposta del sindacato è drastica: la riduzione temporanea di almeno dieci posti letto nel reparto di Seconda Medicina. L'obiettivo è quello di riequilibrare il rapporto tra numero di degenti e operatori disponibili, almeno fino a quando non verranno effettuate le assunzioni necessarie.

La questione è approdata anche sui tavoli dell'Assessorato regionale alla Salute. La Fials ha infatti chiesto chiarimenti sulla gestione dei recenti finanziamenti da circa 7 milioni di euro destinati all'azienda, interrogando le istituzioni su come e in che misura tali risorse verranno impiegate per il rafforzamento del personale sanitario, ormai stremato da turni massacranti e carenze croniche.