Il caso
Lo scempio del centro sociale “fantasma”
Giarre: finanziato per riqualificare il quartiere Carmine, il locale comunale è oggi un deposito abusivo di masserizie. L’ispezione recente dei carabinieri solleva il velo su un sito abbandonato da oltre dieci anni
Accanto allo storico teatro incompiuto, resta irrisolta la destinazione d’uso assegnata al centro sociale di via Alfieri, ricavato al piano terra delle due palazzine popolari rifunzionalizzate, grazie ai fondi nazionali del Contratto di Quartiere con cui è stato finanziato, durante la sindacatura di Teresa Sodano, anche il recupero del teatro, salvo poi assistere alla paralisi del cantiere, nel 2015, a causa di un contenzioso tra l’impresa che ha sospeso i lavori e il Comune.
La realizzazione del centro sociale di via Alfieri è stato il presupposto fondamentale del finanziamento complessivo per la rivitalizzazione dell’area urbana del Carmine, attraverso l’incentivazione dell’aggregazione sociale e il recupero di un quartiere simbolo di degrado per lunghi anni. Alla fine conta il risultato: la struttura pubblica da oltre un decennio rimane tristemente anonima e nessun centro sociale è stato mai inaugurato. Peggio. Nel frattempo il plesso edilizio comunale di via Alfieri, rimasto nell’oblio per lunghi anni, nel recente passato è stato anche pesantemente danneggiato e oltraggiato da un incendio doloso con gravi danni strutturali dei quali ancora oggi si notano i segni.
E dopo le opere di recupero finanziate dal Comune i locali del centro sociale sono diventati un gigantesco ripostiglio. Mobili e masserizie di varia tipologia sono ammassati, occupando ogni spazio libero, nella totale indifferenza di chi avrebbe dovuto vigilare e preservare l’identità del sito. Nei giorni scorsi c’è stata una ispezione dei carabinieri che, al termine di una accurata perquisizione - anche in altri ambienti del complesso edilizio - hanno rinvenuto una munizione di un fucile calibro 16. Un ritrovamento che alza il livello di allerta: in un luogo che dovrebbe essere presidiato dalle istituzioni e dedicato alla socialità, si nascondono tracce di attività ben diverse. I militari dell’Arma, nella circostanza, hanno accertato che uno spazio del Comune destinato, sulla carta, a pubblico uso, risulta invece indebitamente occupato.
A distanza di giorni dalla perquisizione dei Cc tutto è rimasto immutato. Il centro sociale mai inaugurato, esposto alle intemperie, rimane in un gigantesco deposito abusivo, con le porte sbarrate e con alcuni sassi che fungono da fermaporta. La struttura comunale paradossalmente sembra essere lo specchio di un’area urbana purtroppo degradata a pochi passi dal centro storico, alle spalle parco commerciale naturale di corso Italia e via Callipoli, che aspetta da troppo tempo una risposta. Con il teatro incompiuto che attende da 70 anni l’apertura, tra cantieri fallimentari, sospensioni, varianti e lunghi contenziosi. Come il parcheggio a raso, non adeguatamente valorizzato, assediato dalla gramigna e privo di segnaletica di indirizzamento, nonostante le sue potenzialità trovandosi a due passi dai negozi e megastore di corso Italia. Resta da capire se il Comune di Giarre deciderà finalmente di intervenire, individuando una soluzione per il futuro della struttura destinata ad attività di socializzazione.