la truffa
Gasolio-killer al distributore: 9mila litri di cocktail chimico pronti a distruggere i motori
La Guardia di Finanza scopre lo scandalo del diesel truccato: denunciato il gestore
Un mix esplosivo di solventi chimici, benzine di scarto e persino oli vegetali esausti. Era questo il "cocktail" servito agli ignari automobilisti agrigentini da un distributore locale, prima che gli uomini della Guardia di Finanza mettessero fine alla truffa.
Il sequestro, avvenuto nelle scorse ore, ha portato alla luce novemila litri di gasolio chimicamente alterato, stoccati nelle cisterne di un impianto della zona. Un’operazione che non riguarda solo l'evasione fiscale, ma che scoperchia un rischio concreto per la sicurezza pubblica e l'ambiente.
Un pericolo sotto il cofano
A far scattare l'allarme sono state le analisi tecniche sul carburante. Il dato più inquietante emerso dai test riguarda il punto di infiammabilità: la temperatura a cui il liquido sprigiona vapori in grado di incendiarsi era drasticamente inferiore ai limiti di legge.
Questa alterazione, causata dalla miscelazione del gasolio con sostanze estranee, trasforma il serbatoio delle auto in una potenziale bomba a orologeria. Ma i danni non si fermano alla sicurezza. Motori a rischio: le impurità e i solventi aggrediscono i componenti meccanici, portando a guasti improvvisi e riparazioni costosissime; disastro ambientale: la combustione di queste sostanze "sporche" sprigiona nell'aria fumi ben più tossici rispetto al diesel standard.
Il business dell'illegalità
Dietro il "taglio" del carburante si nasconde un duplice obiettivo criminale. Da un lato, l'aumento dei volumi di vendita tramite l'aggiunta di scarti industriali a basso costo; dall'altro, la sottrazione all’accertamento delle accise. Un danno diretto alle casse dello Stato che permetteva al gestore di incamerare profitti illeciti ai danni della collettività e dei colleghi onesti.
Per il titolare dell’impianto è scattata immediatamente la denuncia alla Procura della Repubblica. Le accuse sono pesanti: frode in commercio e sottrazione al pagamento delle imposte sui prodotti energetici.