Il delitto
Garlasco, colpo di scena: ecco la possibile arma che ha ucciso Chiara Poggi
Ricostruita la testa di Chiara Poggi per analizzare l'arma del delitto: prototipazione in scala reale compatibile con i tagli riscontrati, ipotesi martello non esclusa
«Abbiamo ricostruito la testa di Chiara Poggi con le ferite dell’omicidio per fare le analisi sull’arma del delitto».
A rivelarlo a Fanpage.it è Armando Palmegiani, ex poliziotto e consulente del collegio difensivo dell’attuale indagato Andrea Sempio.
L’obiettivo, spiega, è stato concentrare l’attenzione sul reperto ancora avvolto nel mistero insieme al movente: lo strumento utilizzato per uccidere la giovane di Garlasco.
«Non posso – ha spiegato Palmegiani – svelare quale secondo noi sia l’arma usata nell’omicidio dopo i nostri risultati, ma sicuramente posso dire che è compatibile con tutti i tagli trovati sulla testa della ragazza durante l’autopsia».
Il consulente descrive il metodo adottato: «Abbiamo lavorato con il metodo della prototipazione avvalendoci di altissimi specialisti, che permette di ricostruire anche i tessuti molli».
Questa tecnica consente di creare un modello fisico in scala reale, altamente dettagliato, su cui effettuare verifiche e comparazioni.
Palmegiani aggiunge di non poter dire se, secondo la loro ricostruzione, l’oggetto fosse un martello, ipotesi che per diciannove anni è rimasta la più accreditata e che coincide con l’unico utensile segnalato come mancante in casa dai genitori Poggi.
«Abbiamo ricostruito la ‘nostra’ dinamica dell’aggressione», afferma ancora.
La difesa non ha però depositato alcuna relazione in Procura «perché non abbiamo letto ancora la relazione sulla Bpa del Ris di Cagliari», tuttora secretata fino alla chiusura delle indagini.
Sul fronte degli accertamenti storici, il medico legale che eseguì l’autopsia definì l’arma un «corpo contundente non ben identificabile», delineandone così le caratteristiche: «stretta superficie battente; spigolo/i molto netto/i; presenza di punta, talora usata come tale. Anche la proprietà tagliente dello strumento sembra essere stata applicata come tale (palpebre). I dati emersi alla microscopia elettronica, appaiono suggestivi circa la natura metallica dello strumento, quanto meno nella sua componente battente».
Sul cadavere furono riscontrate «numerose lesioni contusive del capo e del viso».
Quanto agli altri traumi, il perito precisò: «In merito alle restanti lesioni di carattere contusivo riscontrate nelle altre sedi corporee (arti superiori, arto inferiore sinistro, cresta iliaca destra), è da dire che queste non vengono a delineare quadri ‘specifici’ in tema di colluttazione, quali graffi, afferramenti, etc. Esse, ugualmente, potrebbero essere espressione di caduta durante un possibile tentativo di ‘fuga’; ovvero di ‘sfregamento’ o impatto sulla superficie del pavimento in corso di trascinamento nei locali adibiti a soggiorno e disimpegno; o ancora di scivolamento lungo la rampa di scale. Ciò vale specialmente per il complesso ecchimotico-escoriativo del braccio sinistro».