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18 marzo 2026 - Aggiornato alle 13:04
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misura di prevenzione

Scommesse illegali e riciclaggio, la DIA smaschera imprenditore: sequestrati beni per 150mila euro

Tradito dal "salto" nel conto corrente. Sigilli a immobili, imprese e conti correnti

18 Marzo 2026, 12:03

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Scommesse illegali e riciclaggio, la DIA smaschera imprenditore: sequestrati beni per 150mila euro

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Non solo scommesse clandestine, ma un vero e proprio sistema di "lavanderia" del denaro sporco che dalle agenzie di betting arrivava a inquinare i settori dell’energia e dell’agricoltura. La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) ha inferto un nuovo colpo al patrimonio della criminalità organizzata, eseguendo un sequestro di beni per un valore superiore ai 150.000 euro.

Al centro dell'inchiesta, coordinata dal Tribunale di Palermo - Sezione Misure di Prevenzione, figura un imprenditore agrigentino del settore del gioco d'azzardo, accusato di essere la mente dietro un sodalizio criminale dedito all'esercizio abusivo delle scommesse e al riciclaggio di capitali illeciti.

Il profilo dell'indagato è emerso con prepotenza grazie a una complessa attività di analisi condotta dal Direttore della DIA. Le indagini non si sono fermate ai confini palermitani, ma hanno messo a sistema le risultanze investigative di diverse Procure della Repubblica: Catania, Reggio Calabria e Salerno.

Un asse geografico che conferma la capillarità degli interessi dell'imprenditore, la cui pericolosità sociale è stata circoscritta in un arco temporale preciso, tra il 2015 e il 2019. In quegli anni, secondo gli inquirenti, l'uomo avrebbe costruito una fortuna basata sull'illegalità.

A tradire l'imprenditore agrigentino è stato il classico "salto" nei conti correnti. I tecnici della DIA hanno riscontrato una netta sperequazione tra le entrate ufficiali e lo stile di vita condotto. Secondo le norme del Codice Antimafia, il Tribunale ha ritenuto che l’uomo abbia vissuto, almeno in parte, grazie ai proventi derivanti dalle scommesse clandestine e dal successivo autoriciclaggio.

Il provvedimento ablativo ha colpito al cuore gli investimenti dell'indagato, svelando come il denaro delle scommesse venisse reinvestito in settori apparentemente "puliti". Imprese: sequestrate quote sociali di un’azienda operante nei settori strategici dell’agricoltura e dell’energia. Immobili: due appartamenti sono finiti sotto il controllo dello Stato. Liquidità: congelati conti correnti e denaro contante nella disponibilità dell'imprenditore e di un suo congiunto, quest'ultimo citato come terzo interveniente nel processo.