maltempo
Fiume Platani esondato, agrumeti sott'acqua: incubo marciume radicale
Strade rurali cancellate dal fango. Senza argini è un disastro annunciato
Ancora una volta, in questo primo scorcio del nuovo anno, il fiume Platani è esondato, allagando, in prossimità della strada statale 115, gli agrumeti e danneggiando le strade di campagna utili a raggiungere le aziende agricole. La copiosa pioggia, caduta nella notte di domenica e per tutta la giornata di lunedì sull’area dei Monti Sicani, ha ingrossato il corso d’acqua che in prossimità della foce ha invaso i terreni coltivati ad aranceti. L’acqua non è ancora defluita verso il mare e ristagna tra le piante, anche perchè ieri ha pioggia ha continuato a cadere copiosa.
Fortuna che, a metà marzo, le arance sono state in buona parte già raccolte perchè diversamente gli agricoltori non avrebbero potuto raggiungere gli appezzamenti di terreno. Oggi le piante corrono il rischio che, perdurando a presenza dell’acqua in un’area pianeggiante, possa verificarsi il marciume radicale che mette a rischio la stessa vita dei fiorenti agrumeti.
I danni maggiori si riscontrano sul versante destro del fiume Platani, che divide i territori dei Comuni di Cattolica Eraclea e Ribera, in quanto in quest’area non vi sono mai stati argini per incanalare l’acqua verso il mare Mediterraneo che dista poco più di tre chilometri. Sul lato sinistro, invece, le colture sono si salvate perchè il fiume nei decenni ha scavato un lungo solco che, profondo anche 4-5 metri di altezza, ha protetto piante e frutti.
Le strade rurali e i viottoli interpoderali sono stati ricoperti da fango e arbusti trascinati dalle acque del fiume che continua a riversare milioni di metri cubi d’acqua che in buona parte contiene un alto e medio grado di salinità e che non è utile utilizzare per irrigare i terreni in quanto il sale, presente nei terreni ricchi di salgemma tra Cattolica Eraclea, Cianciana e Casteltermini, danneggerebbe le radici e metterebbe a rischio la vita delle piante. Due esondazioni consecutive, in meno di due mesi, arrecano danni al territorio e a milioni di aranci che, tra l’altro, sono stati investiti pure per due volte consecutive da volate di grandine che hanno colpito le arance e soprattutto l’apparato fogliare.
I danni potranno essere valutati non appena l’acqua defluirà e gli agricoltori potranno raggiungere tali terreni colpiti ogni anno da periodiche alluvioni. È vero che in parecchi hanno pregato tanto per propiziare la pioggia, ma è anche vero che le continue precipitazioni, dopo avere riempito le dighe dei bacini presenti tra i Monti Sicani, ingrossano a dismisura i corsi d’acqua e creano dissesti colturali e ambientali.