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18 marzo 2026 - Aggiornato alle 16:28
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la sfida sul web

Si vanta sui social dell'acqua gratis e incita a non pagare le bollette: scoperto allaccio abusivo, denuncia di Aica

Dallo smartphone alla Procura: il video del sistema idrico illegale che ha fatto scattare il blitz

18 Marzo 2026, 16:08

16:10

“Serve una soluzione politica per salvare il sistema idrico agrigentino”

Danila Nobile, presidente del Cda di Aica

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Prima il video sui social per vantare un sistema di approvvigionamento idrico "alternativo", poi l'invito esplicito alla rivolta fiscale: "Non pagate il servizio". Una spavalderia digitale che però si è trasformata in un clamoroso autogol per un utente di Ravanusa, finito nel mirino di AICA (Azienda Idrica Comuni Agrigentini) e delle Forze dell’Ordine.

Quello che doveva essere un messaggio di "sfida" alle regole si è rivelato la prova schiacciante di un’illegalità che durava da oltre un decennio. Dai controlli incrociati effettuati dai tecnici dell’azienda, è emerso infatti che il protagonista del video non risultava titolare di alcun contratto di fornitura idrica dal lontano 2013.

Il blitz e la scoperta: fognature "fantasma"

Nella mattinata di oggi, la situazione è precipitata. Gli ispettori di AICA, supportati dai militari, hanno bussato alla porta dell'abitazione interessata per un sopralluogo tecnico. Gli accertamenti non hanno solo confermato l’assenza di un regolare allaccio idrico, ma hanno portato alla luce un’irregolarità ancora più grave sotto il profilo ambientale: l’immissione non autorizzata di reflui fognari nel sistema pubblico, il tutto in totale assenza di un contratto per il servizio idrico integrato.

Il pugno duro di AICA: denuncia in Procura

L’azienda non ha perso tempo. Mentre le immagini del "sistema fai-da-te" continuavano a rimbalzare sul web, gli uffici legali hanno iniziato a formalizzare una denuncia alla Procura della Repubblica di Agrigento.

L'accusa non riguarda solo il furto d'acqua o l'allaccio abusivo, ma punta il dito contro la pericolosità sociale del gesto: "Si tratta di un episodio di estrema gravità — spiegano da AICA — non solo per le violazioni riscontrate, ma soprattutto per il messaggio veicolato pubblicamente, volto a legittimare comportamenti illegali e a minare il rispetto delle regole da parte della collettività".

Tolleranza zero e verifiche a tappeto

Il caso di Ravanusa sembra essere solo la punta dell’iceberg di una strategia di contrasto molto più ampia. L’azienda ha infatti annunciato che sono già in corso ulteriori verifiche su tutto il territorio provinciale per individuare situazioni analoghe di abusivismo ed evasione.

L'operazione odierna, nata quasi per caso dal monitoraggio del web, segna un punto fermo nella lotta alla "cultura della furbizia". Non sarà tollerata alcuna forma di incitamento all’illegalità, ribadisce fermamente l'ente gestore, ringraziando le Forze dell’Ordine per il supporto tempestivo che ha permesso di ripristinare la legalità in poche ore.