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19 marzo 2026 - Aggiornato alle 09:06
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il caso

«Servizio Amts per Catania, una inspiegabile inerzia che va avanti da mesi»

Il sindaco di Sant’Agata li Battiati, Rubino, si fa portavoce della protesta della collettività: «Mancano soltanto i sopralluoghi»

19 Marzo 2026, 07:00

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«Servizio Amts per Catania, una inspiegabile inerzia che va avanti da mesi»

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Una vicenda che ha il sapore amaro dell’inefficienza burocratica e che rischia di trasformarsi in un vero e proprio caso politico tra l’Amministrazione locale e i vertici regionali. Al centro della contesa c’è l’estensione del servizio Amts a Sant’Agata li Battiati, un progetto atteso da tempo ma rimasto incagliato nelle secche di un iter autorizzativo che sembra non avere fine.

Il sindaco Marco Rubino, facendosi portavoce dell’esasperazione di un’intera comunità, ha deciso di alzare i toni, lanciando un nuovo, accorato appello affinché si sblocchi una situazione paradossale. «Da mesi, e purtroppo senza alcun esito, attendo che la Regione Siciliana, nello specifico il Dipartimento dei Trasporti-Servizio 1, guidato dal dirigente generale, arch. Salvatore Lizzio, proceda ai sopralluoghi previsti per l’attivazione definitiva del servizio», dichiara con fermezza il primo cittadino.

Nonostante le interlocuzioni avviate e i solleciti partiti dal Palazzo di città, tutto tace. Un silenzio che Rubino definisce inaccettabile, specialmente alla luce dell’ultimo sollecito inviato circa sessanta giorni fa. «Due mesi fa ero tornato a sollecitare questo ultimo passaggio, che rappresenta l’atto propedeutico fondamentale per fare partire un servizio vitale per i collegamenti tra il nostro Comune e i siti strategici di Catania, come il centro storico o la cittadella universitaria», aggiunge il sindaco.

Il contrasto tra le ambizioni di modernizzazione e la realtà dei fatti è stridente. Per Rubino si tratta di una “inspiegabile inerzia”, dettata da tempi che definisce “biblici” e che sarebbero il frutto evidente di una mancanza di volontà politica e amministrativa a danno dei cittadini. L’affondo del sindaco si fa poi ironico e amaro: «In piena era della digitalizzazione avanziamo con la velocità di un calesse».

Le conseguenze di questo stallo non sono solo di natura logistica, ma colpiscono direttamente la qualità della vita e l’ecosistema del territorio. La mancata attivazione delle linee Amts costringe migliaia di pendolari a fare affidamento esclusivamente sul mezzo privato, alimentando un circolo vizioso di congestione stradale. «Inquinamento, traffico, incidenti: l’utilizzo indiscriminato dei mezzi privati non va certamente nella direzione di una fruizione razionale delle nostre città, né tantomeno verso quella transizione ecologica cui tutti diciamo di mirare», sottolinea Rubino. Il sindaco evidenzia come, per favorire una reale cultura del trasporto pubblico, sia necessario offrire alternative concrete ed efficienti: «Bisogna letteralmente “metterci i mezzi”! Noi siamo pronti da tempo, abbiamo fatto la nostra parte. Ogni ulteriore ritardo rappresenta un danno generalizzato che penalizza l’intera collettività».