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19 marzo 2026 - Aggiornato alle 00:34
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violenza

Agente della polizia penitenziaria aggredito da un detenuto

Il delegato locale dell’Uspp denuncia l’ennesimo episodio avvenuto nel carcere di Caltagirone

18 Marzo 2026, 22:20

22:21

Agente della polizia penitenziaria aggredito da un detenuto

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Momenti di forte tensione, nella casa circondariale di Caltagirone, dove un agente della polizia penitenziaria è stato aggredito da un detenuto ed è stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari. A denunciare il nuovo episodio di violenza il delegato locale dell’Uspp (Unione sindacati di polizia penitenziaria), Filippo Lo Monaco, che parla di «pomeriggio molto “difficile”», culminato con il ferimento di un appartenente al Corpo.

Secondo la ricostruzione dei fatti, i disordini sono cominciati quando un detenuto si è barricato all’interno della propria cella, con un estintore, generando così una situazione di potenziale pericolo per l’incolumità degli agenti e degli altri reclusi. Solo dopo una complessa attività di mediazione, l’uomo è stato indotto a uscire dalla cella. Ma il peggio doveva ancora venire. Infatti, durante il successivo accompagnamento negli uffici di sorveglianza, il detenuto è andato ancora in escandescenza, aggredendo il personale in servizio. Nel tentativo di contenere la furia dell’uomo, un agente scelto della polizia penitenziaria ha avuto la peggio (per lui, conseguenze comunque non gravi alla mano sinistra) ed è stato quindi trasportato all’ospedale "Gravina" per le cure del caso. Il recluso ha continuato a minacciare di morte gli agenti, dichiarando di volere “ammazzare tutti e mettere a ferro e fuoco il reparto”. «Non è più tollerabile continuare a contare colleghi feriti nello svolgimento del proprio servizio» - dichiara Lo Monaco - Gli istituti penitenziari versano in condizioni critiche, con sovraffollamento, carenza di personale e presenza di soggetti sempre più violenti e difficili da gestire. Secondo l’Uspp, questi episodi non sono più riconducibili a eventi isolati, ma sono espressione di una crisi strutturale del sistema penitenziario. Da ciò l’appello al mondo politico e alle istituzioni affinché vengano adottate misure per garantire la sicurezza del personale e una più efficace gestione dei detenuti ad alta pericolosità. «La sicurezza nelle carceri» - prosegue Lo Monaco - non può essere assicurata lasciando soli gli operatori. Servono risposte concrete, non dichiarazioni di principio. Il sindacato esprime solidarietà al collega ferito e sollecita «provvedimenti nei confronti del responsabile».