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19 marzo 2026 - Aggiornato alle 15:34
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L'operazione

Contrabbando di sigarette da Palermo al Veneto, smantellata fabbrica clandestina da 240 milioni annui

Tutto è nato da sequestri nel capoluogo siciliano e coordinata dalla Procura Europea palermitana, ha portato alla chiusura di un impianto capace di produrre 4 milioni di pezzi al giorno

19 Marzo 2026, 08:48

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Contrabbando di sigarette da Palermo al Veneto, smantellata fabbrica clandestina da 240 milioni annui

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Una vasta operazione condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, sotto il coordinamento della sede palermitana della Procura Europea (EPPO), ha portato allo smantellamento di una strutturata rete criminale dedita alla produzione e al traffico di tabacco illegale, capace di fatturare circa 700 mila euro al giorno. L'attività investigativa, durata complessivamente nove mesi, ha preso il via da una serie di sequestri preliminari effettuati nel capoluogo siciliano. Attraverso la ricostruzione dell'intera filiera logistica, supportata da costanti pedinamenti e dall'utilizzo di sistemi di videosorveglianza, gli inquirenti sono riusciti a tracciare i canali di approvvigionamento e di distribuzione, giungendo a individuare i siti nevralgici dell'organizzazione nel Nord Italia.

Il blitz, che ha visto l'impiego operativo di oltre settanta militari delle Fiamme Gialle, ha colpito in particolare una fabbrica clandestina situata a Castagnaro, in provincia di Verona, e diversi centri di stoccaggio dislocati nel territorio padovano. Sotto sequestro è finito un impianto tecnologico all'avanguardia esteso su una superficie di cinquemila metri quadrati, il cui valore commerciale è stimato in oltre due milioni di euro. All'interno della struttura industriale, i finanzieri hanno rinvenuto complessi macchinari in grado di garantire un ritmo produttivo di quattro milioni di sigarette al giorno. Oltre alle attrezzature, sono state sequestrate diciassette tonnellate di sigarette già confezionate e marchiate fraudolentemente con i loghi di note multinazionali del settore, quali Marlboro e Winston, unitamente a otto tonnellate di tabacco triturato e pronto per essere immesso nella linea di produzione.

Durante l'irruzione nel veronese, le forze dell'ordine hanno sorpreso all'interno dell'impianto undici lavoratori di nazionalità ucraina e bulgara. Gli operai vivevano in condizioni di precarietà, confinati in alloggi di fortuna ricavati direttamente all'interno dello stabilimento logistico per garantire il ciclo produttivo ed evitare di attirare l'attenzione all'esterno. I lavoratori stranieri e due imprenditori italiani, considerati gli organizzatori dell'attività illecita, sono stati deferiti all'autorità giudiziaria per i reati di contrabbando e contraffazione.

Secondo i calcoli degli investigatori, la sola merce sequestrata durante il blitz, se introdotta nel mercato nero, avrebbe causato un danno fiscale immediato di 3,5 milioni di euro per mancate accise e IVA. Proiettando i dati su base annua, la capacità produttiva della fabbrica di Castagnaro avrebbe generato per l'organizzazione criminale profitti illeciti stimati in 240 milioni di euro, sottraendo contestualmente circa 160 milioni di euro alle casse dell'erario pubblico. L'indagine rappresenta il culmine di una complessa inchiesta ramificata in diverse regioni italiane che ha già permesso di porre sotto sequestro complessivamente quattro centrali di produzione e 72 tonnellate di tabacchi lavorati esteri.