il risultato
C'è un territorio in Sicilia "brucellosi free", ecco dove si trova e come è stato raggiunto questo ambito obiettivo
Riconoscimento Ue frutto di anni di controlli, formazione e sinergia con gli allevatori che rilancia la filiera lattiero-casearia e il modello One Health
Viene definito un riconoscimento storico. Ed è davvero importante dopo diversi periodi di emergenza attraversati. La Commissione Europea per la provincia di Trapani ha ufficializzato, sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue, lo “status” di territorio indenne da brucellosi bovina. Un risultato che premia anni di lavoro dell’Asp e del dipartimento di Prevenzione Veterinaria, impegnati in un percorso fatto di controlli, formazione e collaborazione con gli allevatori.
La brucellosi, malattia che provoca aborti, infertilità e calo della produzione di latte, è trasmissibile all’uomo e per decenni ha rappresentato una delle principali criticità sanitarie della zootecnia siciliana. La provincia di Trapani, in particolare, ha conosciuto fasi di forte emergenza: dagli anni ’80 ai primi anni 2000, diverse aree interne registrarono focolai ricorrenti, con abbattimenti obbligatori, limitazioni alla movimentazione degli animali e pesanti ripercussioni economiche sulle aziende. In alcuni periodi, era percepita come un ostacolo strutturale allo sviluppo del comparto lattiero-caseario. I dirigenti veterinari dell’Asp hanno monitorato in modo sistematico 219 allevamenti, per un totale di circa 4.000 capi, garantendo sorveglianza e tracciabilità. Parallelamente, è stato portato avanti un lavoro di educazione sanitaria che ha coinvolto gli allevatori, rendendoli più consapevoli dell’importanza della biosicurezza, della gestione delle movimentazioni e della qualità del latte conferito ai caseifici o trasformato in azienda. Le norme introdotte negli ultimi anni, unite agli investimenti strutturali nelle aziende, hanno innalzato gli standard igienico-sanitari e migliorato il benessere animale. Il risultato è una filiera più solida, capace di produrre latte e derivati apprezzati in tutta Italia. Il commissario Sabrina Pulvirenti ha sottolineato come sia stata determinante la sinergia tra veterinari e allevatori, fondata su fiducia e responsabilità condivisa. Grazie a questa collaborazione è stato possibile testare il 100% delle aziende, ottenendo garanzie sanitarie elevate e costruendo un modello virtuoso nell’ottica del principio “One Health”, che unisce salute animale, tutela umana e sostenibilità ambientale.