l'inchiesta
Maxi processo Hydra rinviato al 30 aprile: depositati i verbali di nuovi pentiti
Iniziato oggi il dibattimento ordinario sui legami tra Cosa Nostra, 'Ndrangheta e Camorra in Lombardia, i magistrati depositano i verbali di due nuovi collaboratori di giustizia, di cui uno è morto suicida in carcere
Tutto rinviato al prossima 30 aprile, dopo la registrazione agli atti di due nuovi pentiti. È questo l'esito della prima udienza del maxi processo Hydra.
Iniziato oggi il rito ordinario nell'aula bunker di San Vittore a Milano, dopo quello già celebrato in abbreviato e che ha portato, lo sorso gennaio, a 62 condanne.
Il dibattimento nasce dalla maxi inchiesta della procura di Milano, guidata da Marcello Viola, sull'alleanza tra Cosa Nostra, 'Ndrangheta e Camorra in Lombardia.
Le tre cosche hanno trovato un modo per coesistere per fare affari illeciti nel Nord Italia, questo è l'impianto, in estrema sintesi, dell'accusa.
Il dibattimento, oggi, si è aperto con la notizia di due nuovi collaboratori di giustizia i cui verbali sono stati depositati dalla pm Alessandra Cerreti.
Cerreti, con a fianco il collega Rosario Ferracane e il procuratore Marcello Viola, ha spiegato di aver depositato "questa mattina copia in formato cartaceo dell'interrogatorio del 3 febbraio scorso di Gioacchino Amico", oltre al "verbale del neo collaboratore di giustizia Bernardo Pace del 19 febbraio". Pace è morto suicida tre giorni fa in carcere a Torino.
Pace è morto suicida in carcere solo tre giorni fa a Torino, dopo aver iniziato a rendere dichiarazioni agli inquirenti.
Sono 45 in tutto gli imputati, tra questi spiccano figure di rilievo criminale come Paolo Aurelio Errante Parrino parente di Matteo Messina Denaro.
Ma ci sono anche esponenti di 'ndrangheta, come Santo Crea, e della camorra, come Giancarlo Vestiti.
Oggi il tribunale ha accolto le istanze di costituzione di parte civile della Regione Lombardia, dei comuni di Milano, Varese, Legnano e della Città metropolitana.
Parti civili anche le associazioni Libera e WikiMafia mentre l'istanza del Comune di Abbiategrasso sarà discussa alla prossima udienza.
In quella sede verranno trattate tutte le questioni preliminari inclusa la richiesta di rimessione del processo presentata dai legali di Rosario Abilone già trasmessa alla Cassazione senza che ciò comporti la sospensione del procedimento milanese.
Parallelamente al processo con rito ordinario l'inchiesta ha già prodotto lo scorso gennaio 62 condanne in abbreviato con pene fino a 16 anni di reclusione.
Intanto, le prossime tappe saranno fondamentali per definire l'ammissione delle prove e l'eventuale riunione della posizione di Emanuele Gregorini estradato recentemente dalla Colombia.
Al di fuori dell'aula bunker, un presidio organizzato da Libera e Cgil per ribadire l'impegno della società contro le infiltrazioni mafiose nel tessuto economico e sociale del Nord.