Processo Hydra
«Sedevo al tavolo insieme ai boss del consorzio milanese delle mafie»: i segreti rivelati dal nuovo pentito
Ecco le prime parole di Gioacchino Amico che era ai vertici della frangia Senese della federazione criminale
C’è un nuovo collaboratore di giustizia nel procedimento “Hydra” sulla presunta alleanza tra esponenti delle tre mafie operanti in Lombardia: si tratta di Gioacchino Amico, indicato come vertice del “sistema mafioso lombardo” per conto della camorra del clan dei Senese.
La novità è emersa nella prima udienza del maxiprocesso milanese a carico di 45 imputati, tra cui lo stesso Amico. Lo ha reso noto la pm Alessandra Cerreti, depositando il verbale del 3 febbraio reso dall’uomo, insieme a quello dell’altro nuovo collaboratore, Bernardo Pace, morto suicida in carcere tre giorni fa. Nelle indagini e nel filone abbreviato avevano già parlato tre pentiti. Secondo gli inquirenti, Amico avrebbe preso parte a numerosi summit tra rappresentanti delle tre organizzazioni mafiose attive in Lombardia.
La sua decisione di collaborare, come già avvenuto per altri imputati dell’inchiesta “Hydra” della Dda di Milano, è stata ufficializzata all’apertura del dibattimento del rito ordinario, incentrato sulla presunta intesa tra i clan, maturata all’ombra — come ricostruito dagli atti — degli affari riconducibili a Matteo Messina Denaro, il “capo dei capi” di Cosa Nostra, deceduto nel 2023. In particolare, stando alle indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo e del procuratore Marcello Viola, con i pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, Amico sarebbe stato al vertice del “gruppo Senese”, collegato all’“omonima famiglia” attiva a Roma e capeggiata da Michele Senese (non imputato a Milano), riconducibile alla camorra napoletana.
Quarant’anni, Amico ha di recente cambiato difensore proprio in ragione dell’avvio della collaborazione, formalizzata con il primo verbale del 3 febbraio. È ora assistito dall’avvocata Adriana Fiormonti, legale di altri noti pentiti, tra cui l’ex capo ultrà interista Andrea Beretta. Anche un’altra imputata del maxiprocesso, Federica Buccafusca, ha sostituito il proprio legale: oggi è difesa da Manfredo Fiormonti e, secondo quanto trapela, sarebbe anch’ella entrata nel programma di protezione; Buccafusca è la compagna di Amico. Nel procedimento risultano già collaboratori William Alfonso Cerbo, detto “Scarface”, definito “collettore economico a Milano del clan Mazzei di Catania”, nonché Saverio Pintaudi, esponente della cosca Iamonte della ’ndrangheta, e Francesco Bellusci, 38 anni, legato a uno dei clan del cosiddetto “consorzio”, ovvero la “locale di Legnano-Lonate Pozzolo”, tra le province di Milano e Varese.
