La missione umanitaria
Da Ancona fino in Sicilia e poi Gaza: parte la seconda missione della Global Sumud Flotilla
Partenza il 22 marzo: un equipaggio raggiungerà l'Isola per ricongiungersi con le altre imbarcazioni per la nuova missione umanitaria
Partiranno da Ancona domenica, per arrivare in Sicilia, e raggiungere le altre imbarcazioni per la seconda missione della Global Sumud Flotilla. Un pensionato che ha passato la sua vita in mare, un insegnante, un agricoltore, una lavoratrice impegnata nell’accoglienza e un’ingegnera. Sono alcune delle persone che faranno parte dell’equipaggio, composto da otto persone, che salperà a bordo di una barca a vela di circa 17 metri da Ancona domenica 22 marzo per raggiungere in Sicilia le altre imbarcazioni che compongono la seconda missione umanitaria diretta verso Gaza, in solidarietà con la popolazione palestinese. L’iniziativa è stata presentata questa mattina dal Coordinamento Marche per la Palestina con una conferenza stampa all’arco Clementino, nel cuore del porto dorico.
«Sappiamo che Ancona è diventata Capitale italiana della cultura 2028, noi vogliamo anche vestire le maglie di una cultura del Mediterraneo, una cultura della pace e una cultura solidale con tutti gli altri popoli», ha affermato Maria Laura Belloni, attivista del Coordinamento Marche per la Palestina.
Il luogo di partenza, prevista nel primo pomeriggio ma l'appuntamento è per le 11, sarà proprio il molo 1 del porto di Ancona, vicino all’arco Clementino. Parteciperanno, oltre ad attivisti internazionali - dall’Australia alla Palestina - del movimento Global Sumud Flotilla, anche il cantante Murubutu, il gruppo rap Assalti Frontali e artisti locali.
«Questa seconda missione è in continuità con la prima» - ha sottolineato Vittorio Sergi, attivista del Coordinamento - «L'obiettivo è quello di rompere l’assedio di Gaza da parte di Israele e portare solidarietà alla popolazione palestinese assediata. La differenza è proprio che in questa iniziativa sono previste più persone e più imbarcazioni. Inoltre ci sono professionisti e professioniste che potranno contribuire a una ricostruzione sociale dal basso mettendo a disposizione le loro competenze».