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Allarme a Isolabella: «Turisti tra la spazzatura»
L'associazione Serapide se la prende con il Comune di Taormina: «Se non si interviene tempestivamente i rifiuti raccolti dai volontari torneranno in mare»
«Se non si interviene tempestivamente, anche l'immondizia raccolta, di volta in volta, dai volontari ad Isolabella tornerà subito in mare». Il grido d'allarme arriva da Daniel Carnabuci, dell'associazione "Serapide", che sta spingendo affinché le coste del Taorminese vengano liberate da immondizia e detriti. «Dopo il ciclone Harry tutta la costa jonica della Sicilia - dice Carnabuci - è stata sommersa da rifiuti in gran parte derivanti dalla distruzione delle strutture che sorgevano sul litorale. A Taormina, nella iconica baia dell'Isolabella, un gruppo di volontari rappresentati, soprattutto, dai soci delle associazioni "Fishing Club" e "Madre natura", si sono subito attivati per raccogliere l'immondizia in maniera differenziata, in attesa che l'Amministrazione si premurasse di smaltirla. Sono passati, adesso, ben due mesi e come era ampiamente prevedibile sono arrivate le mareggiate primaverili che hanno disperso di nuovo tutta l'immondizia accumulata lungo tutta la spiaggia. Si deve intervenire affinché questi episodi non si ripetano».
«Va ricordato - continua Carnabuci - che il flusso turistico nella capitale del turismo siciliano è sempre presente anche d'inverno dove, non di rado, si vedono bagnati stranieri che godono del mare e della bellezza di questo luogo. Va, altresì, segnalato che la stagione turistica 2026 è iniziata. Non è concepibile, però, presentare al mondo questo gioiello come un immondezzaio. Come più volte rammentato da più associazioni, non risulta nessun piano per la pulizia dei fondali marini dove si rinvengono, anche qua, rifiuti di ogni genere. È in atto, comunque, una raccolta fondi promossa dal "Blu Sea Diving" di Paolo Micalizzi. A mio avviso, la società civile va rispettata e ringraziata, soprattutto, quando dà il buon esempio e sopperisce alle deficienze amministrative locali».