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19 marzo 2026 - Aggiornato alle 21:30
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Attualità

Attese impossibili e diritti negati: il comitato civico Art. 32 denuncia un nuovo caso all'Asp di Ragusa

L'esame è da eseguire entro sessanta giorni, glielo fissano venti mesi dopo

19 Marzo 2026, 21:17

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Attese impossibili e diritti negati: il comitato civico Art. 32 denuncia un nuovo caso all'Asp di Ragusa

La ricetta e la data in cui la visita è stata fissata

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Il comitato civico Articolo 32 torna a puntare il dito contro l’Azienda sanitaria provinciale di Ragusa, denunciando quello che definisce «l’ennesimo abuso» ai danni di un paziente ragusano. Una vicenda che, secondo il comitato, supera «ogni inimmaginabile limite» e mette in discussione la capacità del sistema sanitario locale di garantire il diritto alle cure.

Il caso riguarda il signor C.M., affetto da tiroidite linfocitaria cronica, nota come tiroidite di Hashimoto, una patologia che richiede controlli periodici e un monitoraggio costante. Il 18 marzo 2026 il medico curante gli prescrive un’ecografia da eseguire entro 60 giorni, ritenendola necessaria per la gestione della malattia. Ma la risposta del sistema di prenotazione dell’Asp lascia sgomenti: l’appuntamento viene fissato per il 12 novembre 2027, cioè venti mesi dopo.

Secondo il comitato, non solo la prescrizione del medico è stata completamente ignorata, ma è stato violato anche il limite massimo previsto dalla legge, che per questa tipologia di prestazioni non può superare i 120 giorni. La normativa, inoltre, obbliga l’azienda sanitaria a indirizzare il paziente verso una struttura convenzionata, anche fuori provincia, qualora non sia in grado di garantire la prestazione nei tempi stabiliti, con il solo pagamento del ticket.

«Perché tutto ciò non è avvenuto?», si chiede Articolo 32, che parla di una gestione inaccettabile e di un sistema incapace di garantire i livelli essenziali di assistenza. «Per quali motivi l’Asp di Ragusa non è in grado di assicurare la prestazione neppure in altre strutture del territorio regionale?».

Il comitato chiede ora un’ispezione approfondita da parte degli organi di vigilanza e controllo, per verificare le procedure di prenotazione, il funzionamento dei sistemi informatici e l’eventuale esistenza di canali paralleli che possano alterare la corretta gestione delle liste d’attesa.

La denuncia si chiude con un affondo diretto ai vertici dell’Asp: «Possibile che, mentre ci si concentra sulle assunzioni di amici e parenti, non si riescano ad adottare misure straordinarie per garantire i diritti dei pazienti che non rientrano nei parametri dell’emergenza e dell’urgenza?».

Un interrogativo che, ancora una volta, riaccende il dibattito sulla qualità dei servizi sanitari in provincia di Ragusa e sulla necessità di interventi strutturali per restituire ai cittadini un sistema efficiente e rispettoso dei loro diritti fondamentali.