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20 marzo 2026 - Aggiornato alle 10:42
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Guardia di finanza

Imprese e professionisti totalmente in nero, 11 evasori totali tra Caltanissetta e Gela

Nei primi due mesi dell’anno, il Comando Provinciale delle Fiamme Gialle ha intensificato i controlli contro l’economia sommersa

20 Marzo 2026, 08:38

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Nei primi due mesi dell’anno, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caltanissetta ha intensificato i controlli contro l’economia sommersa, portando alla luce 11 evasori totali — completamente sconosciuti al Fisco — e 2 paratotali. Le verifiche hanno consentito di ricostruire ricavi sottratti a imposizione per oltre 6 milioni di euro.

Tra gli interventi più significativi, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caltanissetta ha individuato cinque soggetti attivi nei settori delle costruzioni e dell’autotrasporto. Le articolate ispezioni condotte dai militari hanno fatto emergere elementi di reddito occultati per circa 5 milioni di euro, oltre a 700 mila euro di IVA e 300 mila euro di ritenute non versate.

Emblematico il caso del titolare di un’impresa edile che avrebbe omesso ogni adempimento tributario per far fronte a ingenti debiti maturati con il gioco d’azzardo.

Parallelamente, i finanzieri del Gruppo Caltanissetta, nell’ambito del contrasto all’abusivismo commerciale e del controllo economico del territorio, hanno scoperto tre officine meccaniche operative in totale assenza di autorizzazioni. Le attività, completamente ignote all’Amministrazione finanziaria, erano prive di partita IVA e delle licenze necessarie per l’esercizio professionale.

Nel corso degli accessi, le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro macchinari e attrezzature presenti nei locali, accertando ricavi non dichiarati e un’evasione dell’IVA.

Nell’area di Gela, il Gruppo della Guardia di Finanza ha inoltre individuato altri tre evasori totali e due paratotali, ricostruendo una base imponibile sottratta a tassazione pari a 1,2 milioni di euro, oltre a 300 mila euro di IRES e 270 mila euro di ritenute non versate.

Tra i responsabili figurano professionisti e imprese che, secondo gli accertamenti, avrebbero occultato incassi attraverso sofisticati sistemi di doppia contabilità “in nero” per comprimere i ricavi effettivi in violazione delle norme tributarie.

Le evidenze emerse in sede di verifica hanno indotto uno dei contribuenti, una volta scoperto, ad aderire formalmente al verbale redatto dai militari, garantendo l’incasso delle imposte evase da parte dell’Erario e confermando la correttezza dei rilievi contestati.

L’emersione delle attività abusive rappresenta un pilastro dell’azione di contrasto all’evasione fiscale condotta dalla Guardia di Finanza. Operare “nell’ombra” non significa soltanto non pagare le tasse, ma anche eludere le tutele previdenziali e le norme sulla sicurezza, generando ricchezza illegittima a danno della collettività.

L’intervento delle Fiamme Gialle non si limita alla sanzione, ma mira a ripristinare l’equità, ricostruendo la reale capacità contributiva dei soggetti coinvolti a tutela di tutti, affinché le risorse recuperate tornino a finanziare sanità, scuola, sostegno alle fasce più deboli e a supportare le imprese corrette.

Per il Corpo, il contrasto all’evasione non è solo un dovere istituzionale, ma un impegno quotidiano per porre basi solide allo sviluppo, rimuovendo la concorrenza sleale di chi non adempie agli obblighi fiscali.