IL PIANO
«Catania non sarà capitale, ma destiniamo comunque un milione per la cultura»: l'annuncio del sindaco Trantino
"Catania continua", il nome che era stato dato al progetto presentato al ministero, per il primo cittadino «non era un punto di arrivo ma un metodo»
«Il programma "Catania continua" va onorato e rispettato e il percorso non si ferma perché la candidatura di Catania a Capitale della cultura non era un punto di arrivo ma un metodo, una visione strategica per la città che si intende portare avanti. Cultura significa anche compartecipazione, significa vivere in un contesto diverso dal passato».
Lo ha detto il sindaco di Catania Enrico Trantino parlando con i giornalisti a margine della conferenza stampa con i cronisti e i rappresentanti delle oltre cento associazioni e comitati che hanno contribuito fattivamente al progetto di candidatura di Catania a Capitale italiana della cultura 2028.
«Per quanto riguarda il risultato di Roma - ha aggiunto Trantino - smettiamola di piangere come si faceva in passato immaginando scenari chissà di qual genere, dicendo ad esempio che la colpa è di Agrigento o che il fatto che Gibellina avesse avuto già un riconoscimento come Capitale dell’arte contemporanea avrà penalizzato la mancata scelta di Catania. Non ci interessa. Buon lavoro ad Ancona, i migliori auguri e siamo certi che faranno bene. Ma noi non dobbiamo più continuare a lamentarci come abbiamo sempre fatto».
«Dobbiamo reagire - ha continuato Trantino - e questa è l'impostazione che noi cittadini catanesi dobbiamo dare per ogni azione del nostro operato. Il milione di euro che noi abbiamo destinato a Capitale della cultura, dalla tassa di soggiorno - ha assicurato Trantino - continueremo a destinarlo per la realizzazione di questo piano che moduleremo e che presenteremo a maggio perché abbiamo bisogno di dare stimoli nuovi, soprattutto ai nostri ragazzi».