Giarre
Aggressione alla villa: carabinieri a caccia di riscontri
La presunta aggressione a un sedicenne nella villetta Garibaldi, indagini riservate tra assenza di testimoni e di telecamere e smentite dei commercianti
Proseguono nel più stretto riserbo le indagini dei carabinieri della Compagnia di Giarre sul presunto episodio di violenza che mercoledì scorso ha visto protagonista un sedicenne del luogo che ha raccontato di essere stato vittima di un’aggressione deliberata all’interno della centrale villetta Garibaldi, alle spalle di piazza Duomo.
Un pestaggio scaturito da uno sguardo di troppo rivolto alla donna che accompagnava un cittadino straniero. Quest’ultimo, stando alla denuncia, avrebbe reagito con violenza contro il minore. I militari dell’Arma stanno valutando ogni dettaglio del racconto con estrema cautela. La dinamica, tuttavia, resta difficile da riscontrare a causa della totale assenza di testimoni oculari che confermino la versione del ragazzo al momento dei fatti. Un ostacolo tecnico non indifferente sta rallentando l’accertamento della verità: la zona, sebbene frequentata e centrale, presenta pesanti lacune sul fronte della sicurezza tecnologica. La villetta Garibaldi non dispone di telecamere interne puntate verso i viali o le panchine. Mentre i dispositivi delle attività limitrofe (istituti bancari e strutture ricettive) non inquadrano l’area a verde, lasciando l’eventuale scena del crimine in un cono d’ombra. Frattanto diversi esercenti, presenti mercoledì sera, hanno smentito seccamente il verificarsi di episodi gravi o di particolare concitazione. Nessuna grida, nessun parapiglia, nessuna scena di violenza sarebbe stata avvertita da chi vive e lavora quotidianamente in quel quadrante urbano. Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Leo Cantarella, che non ha nascosto la propria preoccupazione: «Confidiamo pienamente nel lavoro dei carabinieri affinché si faccia piena luce sui contorni di questa vicenda. È fondamentale accertare la verità, anche per tutelare l’immagine della nostra città, che non merita di essere screditata da fatti gravi ai danni di un minore in pieno centro».