Consiglio comunale
Opposizioni contro FdI: "Limita la libertà di voto al referendum nella stessa maggioranza"
Pomo della discordia, la mancata adesione agli ordini del giorno di altri esponenti della coalizione
Il voto referendario entra a gamba tesa nel dibattito consiliare. L'opposizione, con una nota, accusa il gruppo di Fratelli d'Italia di "fare uso strumentale e politico" delle posizioni espresse o meno sul prossimo referendum sulla giustizia. "Quanto accaduto in Consiglio è grave: sul referendum emerge un vincolo politico che limita la libertà di voto - si legge nel comunicato dei gruppi Pd, Oso, Avs, M5s e misto - Fratelli d’Italia ha scelto di votare contro tutti gli ordini del giorno,
colpendo direttamente interessi concreti della città: contro il mantenimento del Parco Uditore; contro l’immediata rifunzionalizzazione del Parco Cassarà; contro la valorizzazione dell’area di Villa Deliella, nonostante il vincolo posto dal proprio assessore regionale alla Cultura; contro l’utilizzo dei bagnini della piscina comunale, oggi chiusa, a presidio della spiaggia libera di Mondello; contro le garanzie per i lavoratori della società italo-belga a rischio occupazionale.
Non per il merito dei contenuti, ma per la sola presenza tra i firmatari di esponenti della maggioranza che hanno espresso posizioni contrarie al sì referendario. Una scelta che segna un precedente preoccupante e che conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che non siamo di fronte a un referendum tecnico, ma a un voto fortemente politico."
È molto grave che il dibattito democratico venga piegato a logiche di schieramento così rigide, fino a determinare un vero e proprio vincolo di mandato: chi appartiene alla maggioranza viene di fatto costretto ad allinearsi, indipendentemente dalle proprie convinzioni, pena l’esclusione o la delegittimazione politica.
In una maggioranza già segnata da profonde divisioni, incomprensioni e difficoltà operative, questo atteggiamento rischia di aggravare ulteriormente la paralisi istituzionale, comprimendo la libertà di pensiero e di voto dei singoli consiglieri.
Riteniamo inaccettabile che si arrivi a utilizzare, anche implicitamente, una logica di ‘dentro o fuori’ dall’Amministrazione per imporre una linea politica su un tema così delicato. È un segnale preoccupante per la qualità della democrazia e per il rispetto delle istituzioni locali.
La libertà di voto non è un dettaglio né una variabile negoziabile: è un principio fondamentale, un presidio democratico irrinunciabile che non può essere sacrificato a logiche di appartenenza o a imposizioni dall’alto. Proprio per questo riteniamo ancora più evidente come dietro questo referendum si giochi una partita politica ben più ampia, che si aggiunge alle ragioni già consolidate del nostro voto contrario. Continueremo - conclude la nota - a difendere la libertà di espressione e di voto all’interno del Consiglio Comunale e nella città, nella convinzione che la democrazia si fondi sulla responsabilità individuale, sul pluralismo e sul rispetto delle istituzioni".