risanamento
Demolita anche l’ultima baracca, via Quinto Ennio è stata liberata
Al posto delle fatiscenti abitazioni sorgerà una strada che collegherà la zona industriale e Minissale
Demolita l’ultima baracca di via Quinto Ennio, nel rione Taormina. Un’intera area è stata così liberata, completando le operazioni avviate alla fine di febbraio dopo il trasferimento delle ultime tre famiglie. Al posto delle fatiscenti abitazioni sorgerà una nuova strada che fungerà da collegamento strategico tra la zona industriale e Minissale, consentendo di fatto il prolungamento della nuova via Don Blasco: un nuovo asse stradale tra il porto e la parte Sud della città.
È stata così eliminata la striscia di casette costruite a ridosso del muro della caserma del 24° Reggimento artiglieria terrestre “Peloritani”. Un progetto sul quale Palazzo Zanca lavora da tempo. Il risanamento prosegue ed è anche sinonimo di riqualificazione urbana. Nel cantiere delle demolizioni, gestito dall’impresa Cericola - aggiudicataria del bando per la bonifica e teatro anche di diversi furti di carburante (circa 500 litri di gasolio sottratti complessivamente, nonostante le denunce e la videosorveglianza) - si è svolto un sopralluogo congiunto del commissario straordinario Piero Mattei e del subcommissario al risanamento Santi Trovato. Ad oggi, nella zona sono state rimosse quasi 70 abitazioni; altrettante quelle ancora da abbattere. Prima, però, sarà necessario reperire nuovi alloggi. L’obiettivo è eliminare la grande baraccopoli del rione Taormina. Per questo motivo si procede per step, secondo il criterio dei sub-lotti stabilito dalla Struttura commissariale, presieduta da Renato Schifani. «È stato fatto un importante lavoro di squadra - ha detto Schifani - Non saremmo riusciti a restituire quest’ampia parte di territorio all’uso pubblico senza la sinergia tra gli enti coinvolti».
«Le demolizioni possono partire - ha spiegato, dal canto suo, Santi Trovato - nel momento in cui c’è un’adeguata disponibilità di nuove case». Il lavoro da fare al rione Taormina è ancora molto, e non si tratta dell’unica area da attenzionare. La realizzazione di alloggi a Fondo Basile rappresenta un passo importante, ma non sufficiente a soddisfare tutte le esigenze. Intanto si chiude il capitolo di via Quinto Ennio. I ritardi nel completamento delle demolizioni sono stati causati anche dalla massiccia presenza di amianto, che ha imposto tempi più lunghi per la bonifica. Inoltre, le baracche abbandonate erano state trasformate in discariche, rendendo le operazioni ancora più complesse.
Ma il peggio sembra ormai alle spalle. Ora si guarda con fiducia al futuro. «È un’emozione - ha dichiarato il commissario Mattei - assistere a questo abbattimento, che consente di recuperare la vista del mare». Il reggente di Palazzo Zanca, che si sta confrontando con la realtà locale e ha preso visione di una delle tante baraccopoli della città, assicura che i tempi per il recupero dell’area liberata saranno brevi. «Sono in corso le varie operazioni - ha ribadito - per arrivare alla pubblicazione della gara d’appalto e, quindi, agli interventi di ammodernamento della zona con la realizzazione della nuova strada».