English Version Translated by Ai
20 marzo 2026 - Aggiornato alle 21:02
×

Il caso

La Regione revoca un finanziamento di 4,9 milioni al Comune di Agrigento: appalto irregolare e rilievi della GdF

La clamorosa decisione dell'assessorato alle infrastrutture: erano fondi destinati agli alloggi Peep di Santa Croce (e che stavano per finire ad alloggi privati)

20 Marzo 2026, 19:43

19:50

La Regione revoca un finanziamento di 4,9 milioni al Comune di Agrigento: appalto irregolare e rilievi della GdF

Seguici su

Un colpo di scena milionario e l’ombra di gravi irregolarità amministrative si abbattono sul Comune di Agrigento. Con un decreto del Dipartimento regionale delle Infrastrutture, la Regione ha revocato il finanziamento da 4,9 milioni di euro destinato alla riqualificazione di alloggi popolari.

La decisione fa anche seguito agli accertamenti della Guardia di Finanza, alle dimissioni del Responsabile unico del procedimento e - dice la Regione - allo stravolgimento in corso d’opera del progetto originario.

I fondi rientravano nel programma di riqualificazione “Sicuro, verde e sociale”, il cui piano era stato approvato a fine 2021. Agrigento si era aggiudicata quasi 5 milioni per verifiche, ristrutturazioni, adeguamento sismico e miglioramento energetico su 35 alloggi di proprietà comunale, nell’area PEEP di Santa Croce, oltre alla sistemazione degli spazi pubblici circostanti.

Per avviare i cantieri, nel 2022 era stata erogata un’anticipazione pari al 15% dell’importo, ossia 735.000 euro. I lavori, tuttavia, non sono mai partiti.

Nonostante i solleciti del Dipartimento regionale e il rigido cronoprogramma previsto dal bando, il Comune non ha trasmesso - come si legge nel decreto - alcuna documentazione in grado di attestare l’effettivo avvio delle opere, in evidente contrasto con le tempistiche ministeriali.

La situazione è precipitata a inizio 2026. A febbraio, il RUP, l’architetto Ivano Agostara, ha rassegnato le dimissioni irrevocabili, allegando una relazione che delinea un quadro allarmante. Il tecnico ha denunciato una “totale divergenza tra il progetto finanziato e quello appaltato”.

Ancor più grave, l’accertamento che l’intervento coinvolgesse, di fatto, 25 immobili privati su 27, in palese violazione del requisito cardine del bando relativo alla proprietà pubblica dei beni. Ciò ha reso impraticabili le procedure espropriative, aggravate dalla presenza di alloggi stabilmente abitati.

In questo contesto si inserisce l’attività ispettiva delle Fiamme Gialle. Un verbale della Guardia di Finanza, datato 15 gennaio 2026 e trasmesso a metà febbraio alla Regione, ha evidenziato plurime e gravi violazioni del nuovo Codice degli appalti: dalla mancata consegna dei lavori alla tardiva stipula del contratto, fino all’assenza del Direttore dei lavori e alla totale inosservanza del cronoprogramma.

Le controdeduzioni presentate dal dirigente comunale a marzo 2026 sono state respinte integralmente. Il Dipartimento ha sancito l’“insanabilità delle variazioni progettuali”, qualificandole come un’ingiustificata alterazione degli obiettivi PNRR/PNC e rilevando la carenza dei presupposti di legittimità per autorizzare la spesa pubblica.

Decisiva anche la scadenza perentoria del 31 dicembre 2026 per il completamento delle opere, ritenuta ormai irraggiungibile. Ne è derivata la revoca totale e irrevocabile del contributo da 4,9 milioni di euro.

Oltre alla perdita delle risorse per il territorio, la misura genera per la Regione economie di bilancio superiori a 4,1 milioni. Il Comune di Agrigento dovrà inoltre restituire entro 30 giorni dalla notifica del decreto l’anticipo di 735.000 euro già incassato.