Malasanità
Diagnosi fatta in ritardo e il paziente non sopravvive: ai familiari 500mila euro
Il calvario di un 56enne al pronto soccorso: era embolia polmonare. Il Policlinico condannato
Sono trascorsi sei anni dalla tragica scomparsa di un uomo di 56 anni. I familiari (vedova e figlia) hanno voluto vederci chiaro e si sono rivolti alla giustizia civile tramite lo studio Seminara & Associati. La morte è arrivata nel 2018 dopo un calvario al pronto soccorso dell’Azienda Policlinico Rodolico-San Marco. Già dai primi esami fu rilevato un dato significativo: valori elevati di D-dimero, che scrivono i consulenti nominati dal tribunale sono indicativi di fenomeni tromboembolici. La diagnosi di embolia polmonare non è formulata tempestivamente, e il paziente rimaneva in attesa di esami diagnostici e collocazione specialistica. La mancata somministrazione della terapia ha determinato un arresto cardiorespiratorio.
Nel giudizio si è costituita l’azienda ospedaliera, sostenendo la correttezza dell’operato dei sanitari. Il Tribunale ha nominato un collegio di consulenti che ha portato all’accoglimento della domanda degli eredi del paziente deceduto. «Deve ritenersi - scrive la giudice nella sentenza di primo grado - che la corretta applicazione delle procedure operative e dei protocolli idonei a diagnosticare e curare la patologia, in applicazione del criterio civilistico del “più probabile che non”, avrebbe evitato il decesso. Ne deriva che appare accertato un comportamento gravemente colposo dei sanitari della struttura sanitaria, che, in violazione delle linee guida in materia e delle regole per una corretta esecuzione della prestazione sanitaria richiesta, hanno posto in essere un comportamento negligente ed imperito, per come sopra evidenziato, che ha determinato il decesso dell’uomo». Il Tribunale ha quindi condannato il Policilinico a risarcire il danno non patrimoniale da perdita del rapporto parentale riconoscendo circa mezzo milione di euro alla vedova e alla figlia, oltre le spese degli avvocati Dario Seminara e Lisa Gagliano.