Comparto in difficoltà
Danni all'agricoltura per oltre un miliardo di euro nel Catanese: "Alla categoria neanche un euro del plafond di investimenti stanziati"
Il grido d'allarme sarà espresso durante una conferenza stampa promossa dal sindaco di Mineo: richiesta di interventi immediati e risposte dalle istituzioni
Un appello duro e senza sconti arriva dagli agricoltori della provincia di Catania, da settimane in attesa di risposte dopo i danni provocati dal ciclone Harry. “Siamo in ginocchio – dicono –. Occorre un intervento forte e rapido delle Istituzioni. Vogliamo sapere se dobbiamo andare avanti da soli, se siamo stati abbandonati al nostro destino che decimerà l’intera catena della produzione agricola, agrumicola in testa, del catanese, con la perdita di migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti.”
La richiesta di aiuto nasce da un quadro ormai divenuto insostenibile, determinato da eventi calamitosi ripetuti negli ultimi anni: prima la siccità, poi i cicloni “Harry” e “Hulrike” tra gennaio e febbraio, che hanno piegato le produzioni e generato ricadute pesantissime su commercianti e manodopera stagionale. Le stime parlano di danni e mancati ricavi superiori a un miliardo di euro.-1774090279093.jpeg)
Dopo il reportage diffuso da Confagricoltura a inizio mese, che ha documentato il collasso del florovivaismo e dell’agrumicoltura nell’area ionico-etnea, a intervenire è un produttore del comparto agrumicolo catanese. “La situazione è realmente drammatica – evidenzia Renato Maugeri, responsabile regionale del settore agrumicolo per Confagricoltura e presidente del Consorzio di tutela del Limone dell’Etna IGP –. Quanto stiamo vivendo è il frutto di anni disastrosi dal punto di vista ambientale, con il biennio 2024-2025 caratterizzato da una grande siccità che ha determinato una produzione di scarsa qualità e quantità e la moria di decine di ettari di fondi agricoli, poi abbandonati. A cavallo tra la fine del 2025 e il 2026 è arrivata l’acqua, ma il ciclone e altre condizioni atmosferiche, come la troppo pioggia e il forte vento, hanno danneggiato ulteriormente i fondi, con danni stimati tra il 30% e il 100%.”
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Maugeri, proprietario di un fondo a Fiumefreddo, racconta che il terreno è stato sommerso dall’acqua del mare e dalla sabbia, con la distruzione totale delle coltivazioni e la morte delle piante. “Per il settore è un disastro. Gli imprenditori che hanno investito, comprato, fatto aziende nuove ora sono in enormi difficoltà per le rate che scadono ma non possono pagare e se le scadenze con le banche non vengono rispettate si diventa inaffidabili, quindi si chiude per sempre l’accesso al credito. È il cane che si morde la coda. Le Istituzioni, dal nazionale al regionale, hanno completamente ignorato ciò che sta accadendo. Il sistema è entrato in crisi. Neanche un euro del plafond di investimenti stanziati ad oggi è arrivato agli agricoltori.”
Il comparto agrumicolo, intanto, si mobilita. Giovedì 25 marzo, alle 10, a Palazzo Minoriti, sede della Città metropolitana di Catania, è in programma una conferenza stampa dedicata ai danni subiti dall’agrumicoltura. L’iniziativa, promossa dal sindaco di Mineo, Giuseppe Mistretta, vedrà la partecipazione dei primi cittadini dei comuni agrumetati della provincia e dei rappresentanti delle associazioni di categoria.