L'indagine
Gli audio spariti di Garlasco, Bruzzone: "Perchè non sono mai stati depositati?"
"Consegnerò alla procura gli audio che denunciano una regia mediatica per pilotare indagini e opinione pubblica", indicano un movente alternativo e relegano Andrea Sempio a ruolo secondario
Una “regia” mediatica, capace persino di costruire piste e prove fasulle per indirizzare indagini e opinione pubblica: è la convinzione di Roberta Bruzzone, che annuncia di voler consegnare personalmente in Procura le registrazioni che, a suo avviso, sostengono un’ipotesi di movente alternativo per l’omicidio di Chiara Poggi.
“C’è chi ha fatto dietrofront, procedo io”, ha dichiarato la criminologa, secondo cui da queste conversazioni emergerebbe che Andrea Sempio sarebbe “solo un’appendice” e che l’attenzione dovrebbe spostarsi “su altri”.
Il tema è stato al centro della puntata di Quarto Grado del 20 marzo, con due snodi principali: la presunta cabina di regia volta a disorientare l’opinione pubblica sul delitto di Garlasco e i noti audio in possesso di Bruzzone, che delineerebbero un diverso movente.
La criminologa ha spiegato che, rispetto a precedenti intendimenti, terze persone avrebbero fatto marcia indietro e non avrebbero più depositato le registrazioni presso la Procura di Milano, come le era stato promesso.
“Qualcuno ha fatto dietrofront. Questi audio li ho e li ritengo oltremodo interessanti. Dicono fatti” e descrivono “una geografia di relazioni molto molto interessante”.
A suo dire, non sarebbero stati presentati perché “evidentemente qualcosa sarebbe cambiato da una parte”, parte che Bruzzone non ha voluto indicare.
“Non ho frainteso nulla sugli audio e sulle decisioni prese da terzi, almeno inizialmente”, ha aggiunto, annunciando che compirà i “passi su cui ho pieno controllo”.
Sollecitata da Gianluigi Nuzzi sulla presunta regia, Bruzzone si è mostrata categorica: “Non penso ci sia una regia, lo so. Un conto è pensarlo, un conto è avere riscontro che quei pezzi li hai messi bene insieme”.
Alla domanda su quale natura avrebbe tale regia, ha precisato: “Dal punto di vista giudiziario non lo so. Mediatico sicuramente”.
E, a fronte del quesito del conduttore — “Con l’obiettivo di orientare opinione pubblica e indagini?” — la risposta è stata netta: “Assolutamente sì”.
Per lei, “il regista principale è chiarissimo, tutti gli altri anche”.
Quando Nuzzi le ha chiesto se si parlasse di “fabbricare false prove, testimoni falsi e piste per incastrare qualcun altro”, Bruzzone ha replicato: “Sì, quello che mi consente di dire quello che ho in mano e quello che vedo. Quello che era sospetto, adesso è un convincimento”.
Quanto alle registrazioni, Bruzzone ha riferito che ne emergerebbe una “ricostruzione ampiamente orientata”, che ha preferito non dettagliare in tv per evitare speculazioni.
Sull’ipotizzato movente alternativo, ha sottolineato: “Ci sono dei passaggi a mio modo importanti, rilevanti” che dovranno essere sottoposti al necessario vaglio della magistratura.
Un chiarimento è arrivato anche sul ruolo di Andrea Sempio all’interno degli audio: “Andrea Sempio è un’appendice, si punta su altri, il suo è un ruolo collaterale, periferico, ci sono altri”, ha rimarcato la criminologa.
Nella stessa puntata di Quarto Grado, Bruzzone è inoltre tornata a spiegare i motivi per cui risulta indagata.