il caso
Trappeto, lavori infiniti: gravi disagi per i cittadini e commercianti in crisi
A S. Giovanni La Punta il consigliere comunale Bruno denuncia: «Un intervento pubblico sta desertificando un quartiere»
Non è solo polvere e transenne: il cantiere della piazza principale di Trappeto è diventato il simbolo di una frattura profonda tra l’Amministrazione comunale e il tessuto sociale ed economico della zona. Il consigliere comunale Giuseppe Bruno interviene con una nota durissima, dipingendo un quadro di desolazione che va ben oltre il semplice disagio logistico.
Il grido d’allarme più forte riguarda chi, in quella piazza, ha investito la propria vita e i propri risparmi. Secondo il consigliere Bruno, la durata biblica dei lavori ha letteralmente tagliato fuori i negozianti dal flusso della clientela. «Siamo davanti a un disastro economico annunciato - dichiara Bruno - I commercianti non vedono più clienti da mesi. Non parliamo solo di calo del fatturato: alcuni hanno già dovuto abbassare definitivamente la saracinesca. È inaccettabile che un intervento pubblico, che dovrebbe riqualificare, finisca per desertificare il quartiere».
L’impatto dei lavori si è propagato come un’onda d’urto sulle strade limitrofe. La chiusura dell’intera area intorno alla piazza ha deviato il traffico cittadino su strade non progettate per tali volumi, trasformando la vita dei residenti in un calvario quotidiano. Il consigliere sottolinea come la via Giacomo Leopardi sia diventata un imbuto per il flusso veicolare. «Vivere qui è diventato impossibile - denuncia Bruno - il rumore, l’inquinamento e il caos costante hanno azzerato la qualità della vita dei residenti. La mancanza di un piano alternativo efficace ha trasformato l’intera zona in un labirinto urbano, dove spostarsi è diventato un terno al lotto».
Uno dei punti più critici sollevati da Giuseppe Bruno riguarda l’opportunità stessa dell’opera. Il consigliere mette in discussione la visione politica dietro l’investimento, suggerendo che i fondi pubblici siano stati impiegati dove non c’era una reale urgenza.
«Perché spendere così tanto per una piazza che era già funzionale? - si chiede il consigliere - Questi lavori non sono mai stati richiesti né dai commercianti né dai residenti. Se proprio si voleva investire sul territorio, c’erano zone che gridavano aiuto, come la piazza di Madonna delle Lacrime. A pochi passi da qui, quel sito avrebbe meritato ben altra attenzione e manutenzione, ma è stato ignorato in favore di un’opera superflua».
L’accusa finale di Bruno è rivolta alla gestione dei fondi pubblici. Secondo il consigliere, l’Amministrazione ha scelto la strada del “grande cantiere” trascurando i servizi essenziali e la manutenzione ordinaria del paese. «Non si può governare contro il volere e il benessere dei cittadini - conclude Bruno - Trappeto merita che si metta fine a questo scempio che sta distruggendo l’identità e l’economia del paese».