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22 marzo 2026 - Aggiornato alle 12:23
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Attualità

Ragusa e il parcheggio selvaggio: anziano mise ko l'aggressore che lo provocò. Assolto

L'episodio accadde quattro anni fa in via Murri. Decisiva la testimonianza di una 89enne

22 Marzo 2026, 12:18

12:20

Tribunale Ragusa

La sede del Tribunale di Ragusa

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Ragusa, via Murri. Una lite per un’auto in sosta davanti a un garage si è trasformata in un caso giudiziario durato quattro anni e concluso con l’assoluzione per legittima difesa di un 74enne, ex dipendente Almer.

I fatti risalgono a una mattina di quattro anni fa. Rientrando per il pranzo, il settantaquattrenne trovò un’auto posteggiata in modo da ostruire l’accesso al proprio box. Dopo circa venti minuti di attesa, diverse citofonate ai vicini e richieste di informazioni ai passanti, decise di contattare la polizia municipale.

Poco dopo sopraggiunse il proprietario del veicolo, 58 anni, originario di Vittoria, che invece di scusarsi reagì con toni aggressivi: “Voi con questi garage chi vi credete di essere?”. Dalle invettive passò rapidamente al tentativo di aggressione.

Messo alle strette, l’anziano, dopo aver cercato di evitare lo scontro, reagì con un pugno al volto. Il cinquantottenne riportò la frattura del naso, con dieci giorni di prognosi, e fu sanzionato per divieto di sosta.

Nonostante la condotta iniziale, il vittoriese denunciò il 74enne per lesioni personali, costituendosi parte civile e chiedendo il risarcimento dei danni.

La difesa del pensionato è stata affidata all’avvocato Michele Savarese del foro di Ragusa. Decisiva la deposizione di una vicina, la signora di 89 anni, che con grande lucidità ha descritto in aula l’atteggiamento prepotente e violento del proprietario dell’auto, confermando la provocazione.

All’esito del dibattimento, il giudice ha accolto la tesi difensiva, assolvendo l’imputato. La reazione è stata ritenuta proporzionata all’offesa, con applicazione della causa di giustificazione della legittima difesa.

Vim vi repellere licet (è lecito respingere la forza con la forza)”, ha commentato l’avv. Savarese a margine della sentenza. “Conosco il 74enne da quando ero bambino, è una persona gioviale ma che sa mettere a posto le situazioni quando prendono una brutta piega. La buona educazione paga sempre, ora anche la presunta persona offesa lo sa”.