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22 marzo 2026 - Aggiornato alle 16:59
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Allarme del presidente

Ai seggi 123 autisti: caos Amat fino a giovedì

Gli assenti su circa 500 per le consultazioni referendarie: Mistretta annuncia disservizi, tetto a 35 permessi e rischio soppressione di corse

22 Marzo 2026, 14:22

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Ai seggi 123 autisti: caos Amat fino a giovedì

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Centoventitré autisti assenti su circa cinquecento in organico, con effetti immediati sulla regolarità del servizio e disagi destinati a protrarsi per diversi giorni. È questo il quadro delineato dal presidente di Amat, Giuseppe Mistretta, all’indomani delle numerose richieste di astensione dal lavoro per partecipare alle operazioni referendarie.

«Registro uno sbilanciamento tra senso civico per garantire il voto e senso del dovere rispetto alla qualità del servizio da assicurare ai cittadini», afferma Mistretta, sottolineando come la partecipazione alle consultazioni, pur legittima, stia incidendo in maniera significativa sull’organizzazione aziendale. Le ripercussioni, spiega il presidente di Amat, «si faranno sentire fino a giovedì»: i disservizi saranno più evidenti tra oggi e domani, mentre tra martedì e mercoledì la situazione dovrebbe progressivamente migliorare grazie a una rimodulazione dei turni già in corso.

Il presidente ha già informato il sindaco e il prefetto con una lettera ufficiale, evidenziando come Amat si sia posta il problema di contemperare diritti individuali e continuità del servizio pubblico. Una criticità che, secondo fonti Astra, l’associazione di categoria del trasporto pubblico, non trova riscontro nel resto d’Italia, dove la partecipazione alle operazioni di voto avviene attraverso permessi, ma senza percentuali così elevate. Una situazione definita di «straordinaria gravità» anche nella lettera inviata da Mistretta. Nel documento si parla inizialmente di 143 richieste di astensione da parte del personale viaggiante, un numero ritenuto incompatibile con l’attuale dotazione organica, già segnata da carenze strutturali. Il rischio, nero su bianco, è quello di «impossibilità di garantire la copertura di intere linee», con soppressione di numerose corse e una «grave compromissione della mobilità cittadina».

Da qui la decisione di ipotizzare misure straordinarie, tra cui la fissazione di un tetto massimo di assenze sostenibili – individuato in 35 unità – e il rigetto delle restanti richieste secondo l’ordine cronologico di presentazione. Un intervento motivato dalla necessità di evitare quella che viene definita una possibile «paralisi del servizio pubblico locale», con ricadute sull’ordine pubblico e sull’esercizio dei diritti dei cittadini. A sostegno della linea adottata, Mistretta richiama anche una recente sentenza del Tribunale di Roma, che riconosce la prevalenza dell’interesse collettivo alla continuità del servizio rispetto al diritto individuale di partecipazione alle operazioni elettorali, quando i due diritti entrano in conflitto.

Resta ora da capire quali saranno gli effetti concreti delle misure adottate e se basteranno a contenere i disagi. Intanto, si annunciano giorni complicati, tra corse ridotte e tempi di attesa più lunghi. Un banco di prova per l’azienda e per l’intero sistema della mobilità, chiamato a reggere l’urto di un’emergenza tanto improvvisa quanto delicata.