Il voto
«Bassa ma sorprendente»: a Catania l'affluenza per il referendum costituzionale supera le aspettative, anche nelle periferie
Presidenti, segretari e scrutatori sono tutti più o meno dello stesso avviso: certo, non c'è tanta gente, ma l'altra volta ce n'era molta meno
C’è il bimbo che grida perché non vuole essere portato a scuola anche di domenica. E c’è quello, più piccolo, che invece è curioso di vederla la «scuola dei grandi» dove «mamma e papà stanno andando a fare una cosa importante». Se c’è un dato che lascia stupiti tutti, in questa prima giornata di voto per il referendum sulla magistratura, è l’affluenza. Al di là del dato complessivo sulla città, ci sono presidenti, segretari e scrutatori che non nascondono un certo stupore: «Per l’altro referendum non è stato così. L’affluenza è bassa ma sorprendente».
Fissa sotto la media nazionale, ma questo non stupisce, però sensibilmente più alta che all’ultima consultazione referendaria.
Il confronto è con quello del 2025, il referendum abrogativo su lavoro e cittadinanza, che sarebbe passato solo se si fosse raggiunto il quorum dei votanti. Rimasto lontanissimo. Questo è referendum confermativo, il quorum non serve: vince chi ha un voto in più. Le urne rimarranno aperte fino alle 15 di oggi e fuori da classi e scuole il sentimento non è facilmente intellegibile. «Tutte le elezioni sono importanti», afferma Barbara Borgogna, incontrata all’esterno dell’istituto comprensivo statale Dusmet-Doria di viale Castagnola 13, a cui viene chiesto se non si senta un po’ in controtendenza rispetto alla maggior parte delle persone, che invece di votare rimangono a casa. «Io sono nato a Napoli nel 1940, e ho detto tutto», replica un altro, fuori dalla scuola Carducci di piazza Horacio Majorana, a due passi da via Pantano e via Umberto.
All’istituto comprensivo statale San Giovanni Bosco di via della Cernaia (fra corso dei Mille e via Palermo) una signora non ritrova il suo nome nelle liste elettorali. «Mi sono trasferita da poco e ho cambiato residenza», spiega ai componenti e alle componenti del seggio 225. La presidente Anna Di Bernardo prende la carta d’identità e si attacca al telefono: chiama l’ufficio elettorale, chiede dati e indirizzi. Alla fine ottiene la risposta giusta, trascrive la nuova sezione su un foglio di carta che consegna alla donna. Quella replica: «Ma io in quella scuola ci sono già stata e mi hanno mandata qui». Alla fine, era un errore di sezione. «Io ci tengo ad andare a votare», afferma l’elettrice, scendendo le scale per il terzo viaggio della giornata. E s’è fatta quasi ora di pranzo.
Al tondicello della Plaia, in via della Concordia e a San Giorgio si arriva a votare attraversando una coltre di fumo: è primavera, i bracieri con i carciofi arrostiti sono da una parte e dall’altra della strada.
Nelle sezioni 73 e 74 di via dell‘istituto comprensivo Cesare Battisti di via della Concordia a reggere le sorti del voto sono giovani donne: le presidenti Vittoria Amore (74) e Tea Incarbone (73), la segretaria Sarah Zappalà (74). A un paio di corridoi di distanza raccontano esperienze totalmente diverse: «Hanno votato quasi esclusivamente persone anziane». «Da noi tutti giovani». Nella scuola, però, per lo più uomini. Non importa che ormai gli elenchi siano divisi in ordine alfabetico, è evidente. Sulla strada un uomo di mezza età scende da uno scooter e si avvia al cancello: «C’è fudda», si sorprende. «È qua che si vota il sindaco?», ride.
Alla Dusmet-Doria di via Plaia, invece, le persone che hanno votato sono pochissime. Nemmeno il dieci per cento in tarda mattinata, un trend che si manterrà più o meno costante per tutta la domenica. Lì presidente, segretaria e scrutatrice segnalano, se proprio devono dire qualcosa, che c’è «un clima generalmente frettoloso: nessun commento, nessuno che dice una parola, entrano, votano e vanno via in pochi minuti». Non c’è nemmeno un capannello fuori dal cancello. «Non ci sogneremmo mai di incoraggiare i commenti», affermano Agata Panzera, Vanessa Farina, Rosa Contarino, Maria Luisa Tasco e Lucia Gemmellaro, che compongono il seggio della sezione 71. Per parlare, in effetti, ci sarà tutto il tempo. Dopo le 15 di oggi, quando si capirà se avrà vinto il sì o il no.