il profilo
Chi è Giuseppe Sciacca l'anarchico insurrezionalista esperto di esplosivi arrestato a Catania
Una "carriera" fatta di condotte antigiuridiche sia in ambito nazionale sia internazionale, con episodi registrati anche in Spagna e Francia
Giuseppe Sciacca, 47 anni - arrestato dalla Digos di Catania perché deve scontare una pena di quatro anni e cinque mesi di reclusione - esponente dell’area anarchica catanese e gravato da numerosi precedenti di polizia, era già arrestato nel 2019 dalla Digos di Torino per i reati di fabbricazione, detenzione e porto di materiale esplosivo nell’ambito dell’operazione denominata “Scintilla” coordinata dalla procura di Torino. A seguito dell’emissione del provvedimento di carcerazione, la Digos di Catania ha avviato un’intensa e articolata attività info-investigativa per rintracciare Sciacca, condannato alla pena di quattro anni e cinque mesi di reclusione, oltre al pagamento della multa di euro 17.000. Dopo aver soggiornato per un periodo nel capoluogo etneo, si è trasferito in diverse città del territorio nazionale nonché all’estero, mutando frequentemente domicilio. Nell’ultimo periodo risultava stabilitosi nella città di Roma.
Sciacca, in procinto di fare rientro in Sicilia, è stato rintracciato nel centro storico di Catania, nella zona dell’abitazione dei familiari. Bloccato dagli agenti della Digos è stato condotto nella Casa Circondariale di Catania.
L’attività svolta dalla Polizia di Stato riveste particolare rilievo operativo, anche in considerazione del profilo criminale del soggetto. Giuseppe Sciacca è infatti ritenuto esponente di spicco dell’anarchismo insurrezionalista, distintosi nel tempo per numerose condotte antigiuridiche poste in essere sia in ambito nazionale sia internazionale, con episodi registrati anche in Spagna e Francia.
Tra i precedenti di maggior rilievo, nel 2004 è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, ai sensi dell’art. 280 bis c.p., per atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi, a seguito del lancio di due bottiglie incendiarie contro il portone della Stazione dei Carabinieri di Piazza Dante in Catania e del ritrovamento di scritte murali di rivendicazione.
Nel 2008 è stato segnalato dalla Digos di Trento per accensioni pericolose, danneggiamento e lesioni personali, in occasione di una manifestazione contro la realizzazione della “Cittadella Militare di Mattarello”; nello stesso anno è stato tratto in arresto per il lancio di ordigni esplosivi ai danni della sede della Polizia Municipale di Parma.
Nel novembre 2019 è stato tratto in arresto in esecuzione di misura cautelare emessa a seguito di indagini condotte dalla Digos di Torino, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, nell’ambito dell’operazione “Scintilla”, che aveva portato all’esecuzione di 14 misure cautelari nei confronti di appartenenti all’area anarchica, nonché all’effettuazione di numerose perquisizioni su tutto il territorio nazionale. All’operazione seguivano lo sgombero del centro sociale “Asilo” e manifestazioni di protesta sfociate in ulteriori episodi di violenza.
Nel corso della permanenza all’estero, tra il 2021 e il 2023, lo stesso si è distinto quale attivista dell’area anarchica antagonista in Spagna, venendo denunciato dalla locale polizia per allaccio abusivo alla rete elettrica presso uno stabile occupato. Nel mese di aprile 2021, a seguito di attività di polizia giudiziaria che portavano al rinvenimento di ordigni esplosivi e incendiari in immobili occupati a Barcellona, emergeva un ruolo di rilievo del medesimo all’interno del sodalizio anarchico locale. Per tali fatti è stato destinatario di un mandato di arresto eseguito presso il valico di frontiera di La Junquera.
Nel settembre 2023 è stato arrestato dal Nucleo Operativo dei Carabinieri di Catania per i reati di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e successivamente sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. A seguito di reiterate evasioni, è stato poi ristretto presso la Casa Circondariale di Catania, dalla quale veniva scarcerato in data 28 maggio 2024 per fine pena.
L’arresto si inserisce nel quadro della costante attività di prevenzione e contrasto svolta dalle D.I.G.O.S. operanti sul territorio nazionale, sotto il costante coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.