English Version Translated by Ai
23 marzo 2026 - Aggiornato alle 15:51
×

Promozione del territorio

Il "caso" Lele Mora nell'Ennese: «La sua presenza al teatro Garibaldi non ha alcun ruolo culturale»

La partecipazione dell'agente del mondo dello spettacolo alla prima puntata della trasmissione Sicilia in Festa sta provocando polemiche

23 Marzo 2026, 12:41

12:50

Il "caso" Lele Mora nell'Ennese: «La sua presenza al teatro Garibaldi non ha alcun ruolo culturale»

Seguici su

La presenza di Lele Mora nella prima puntata di Sicilia in Festa al Teatro Garibaldi accende il dibattito ancora prima che si alzi il sipario. Ad anticiparla è il vicesindaco e assessore al Turismo Ettore Messina, mentre il consigliere comunale di opposizione Andrea Arena boccia senza mezzi termini la scelta.

La trasmissione, finanziata dal Parco archeologico di Morgantina - Villa Romana del Casale, e condotta da Diego Caltabiano, ripartirà il prossimo 9 aprile sempre dal Teatro Garibaldi, in diretta televisiva, con l’obiettivo dichiarato di valorizzare il territorio e i suoi tesori, a partire dalla celebre Villa del Casale.

Messina ha parlato di un appuntamento centrale per la promozione dell’isola: «Sicilia in Festa tornerà a raccontare le bellezze, le eccellenze e l’identità più autentica della nostra terra». Il programma, condotto da Diego Caltabiano, si rinnova includendo anche temi di attualità e cronaca nazionale.

Ed è proprio in questa nuova chiave che si inserisce la scelta di Lele Mora come ospite della puntata inaugurale. Un nome che richiama inevitabilmente una stagione ben precisa dello spettacolo italiano, tra grande esposizione mediatica, relazioni ai vertici del potere e vicende che nel tempo hanno contribuito a definirne un profilo pubblico complesso e spesso discusso. Una presenza definita dallo stesso Messina «forte» e destinata a lasciare il segno, con una testimonianza che si preannuncia intensa e capace di attirare grande attenzione mediatica.

Ma non tutti condividono questa visione. Il consigliere Andrea Arena interviene con toni netti, parlando di una scelta «profondamente inopportuna». Pur riconoscendo l’importanza di iniziative che promuovano il territorio, Arena sottolinea come «la presenza di Mora è in contrasto con la natura culturale dell’evento, e con il ruolo delle istituzioni pubbliche coinvolte».

«Quando si parla di identità territoriale e promozione culturale - afferma Arena - gli ospiti dovrebbero rappresentare un valore aggiunto. In questo caso, invece, si punta su una figura nota soprattutto per vicende giudiziarie, difficilmente associabile a un ruolo culturale».

Il consigliere insiste anche su un punto: «Piazza Armerina, la Villa Romana del Casale e Morgantina non hanno bisogno di «scorciatoie mediatiche». Il loro valore, evidenzia, è già riconosciuto a livello internazionale».