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24 marzo 2026 - Aggiornato alle 01:33
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degrado

Piazza Giovanni XXIII emblema dell'abbandono

Tra giardini incolti, giochi vandalizzati e un buio che alimenta paura e rabbia nei residenti di S. Giovanni La Punta

23 Marzo 2026, 21:33

21:40

Piazza Giovanni XXIII emblema dell'abbandono

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C’è un angolo di città, a ridosso di via Pisa, che sembra essere stato cancellato dalle mappe della manutenzione ordinaria e della sicurezza.

Piazza Giovanni XXIII non è più il punto di ritrovo per famiglie e anziani che dovrebbe essere; oggi è il ritratto di un abbandono che grida vendetta, un “buco nero” urbano che sta logorando la qualità della vita dei residenti. Varcando il perimetro della piazza, il primo impatto è visivo e olfattivo. La vegetazione, un tempo curata, è ormai una giungla fuori controllo che invade i camminamenti e nasconde cumuli di sporcizia. Rifiuti di ogni genere si accumulano negli angoli, segno di un servizio di pulizia che da troppo tempo non fa tappa in questa zona. Ciò che fa più male, però, è lo stato dell’area ludica. I giochi per bambini, che dovrebbero risuonare di risate, sono totalmente vandalizzati: strutture divelte, scritte spray e legni marci rappresentano un pericolo più che un divertimento.

Un’immagine simbolo di un’infanzia a cui è stato sottratto uno spazio vitale. Il vero dramma inizia quando il sole cala. I residenti descrivono una situazione di insicurezza cronica legata alla scarsa illuminazione. Con l’imbrunire, la piazza diventa terra di nessuno. Il buio pesto favorisce frequentazioni poco rassicuranti e attività illecite. «Abbiamo paura a rientrare a casa», confessa un abitante del quartiere. Molti residenti si dicono costretti a fare lunghi giri per evitare di attraversare la piazza al buio, vivendo in uno stato di ansia costante tra le proprie mura domestiche. La rabbia dei cittadini non è rivolta solo contro il degrado materiale ma, soprattutto, contro un’Amministrazione percepita come totalmente assente. Nonostante le segnalazioni e le richieste di intervento, il silenzio delle istituzioni è diventato assordante. «Non chiediamo miracoli, ma la normalità: luce, pulizia e sicurezza. Siamo cittadini che pagano le tasse, ma qui ci sentiamo di Serie B».