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23 marzo 2026 - Aggiornato alle 20:30
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l'iniziativa

Nuove piante a dimora al posto delle lastre di amianto

A Mascalucia un gruppo di cittadini e volontari hanno deciso di rivitalizzare via Gravina

23 Marzo 2026, 20:30

20:31

Nuove piante a dimora al posto delle lastre di amianto

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In via Gravina nasce una spontanea iniziativa sociale e di servizio in favore dell’ambiente: la messa a dimora di piante, come gesto simbolico contro l’inciviltà. L’idea prende spunto da un episodio recente, che ha visto l’abbandono di diverse lastre di eternit.

Grazie all’intervento del Comune e all’azione della polizia locale, supportati dai sistemi di videosorveglianza, sono stati individuati i responsabili. Nei loro confronti sono state avviate le procedure di denuncia e quanto previsto dalla legge; pertanto dovranno rispondere delle loro azioni.

Parallelamente al lavoro di una ditta specializzata, che nei giorni scorsi ha provveduto alla rimozione in sicurezza dell’amianto, alcuni cittadini e volontari hanno portato avanti un gesto tangibile: piantare alberi e piante lungo la via Gravina. Il messaggio è semplice, ma ricco di significati: il verde come risposta al degrado, la cura contro l’abbandono, la bellezza contro l’inciviltà, il rispetto del bene comune contro chi, quotidianamente, lo calpesta con gesti che definire scellerati è poco. Questo progetto è anche un invito aperto a tutti. Portare una pianta in via Gravina, contribuendo a trasformare un luogo segnato da un grave atto di inciviltà in uno spazio di rinascita e partecipazione. L’idea sta calamitando l’attenzione di diversi cittadini e c’è chi propone di estenderla anche ad altre zone di Mascalucia, in modo da rendere il territorio più curato, vivibile e rispettato. Una forma di attivismo sociale che vuole trovare la sua importante efficacia. Perché attraverso le piante e il verde si crea un senso di appartenenza nel luogo in cui si vive, simboleggiando la resistenza contro chi offende l’ambiente. Ed è bello vedere come, partendo da un evento negativo si possa creare un movimento di rinascita, coinvolgendo la comunità intera. Un piccolo atto che non vuole essere solo estetico, ma una vera e propria forma di “resistenza ecologica” e riqualificazione sociale. L’adozione di una pianta da mettere a dimora ha in sintesi un solo risultato: riappropriazione del proprio spazio.