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24 marzo 2026 - Aggiornato alle 11:31
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Le indagini

Intimidazione a Sicily By Car, un’azione da “cani sciolti”

Spari all’impazzata senza precisione. I dubbi sul racket

24 Marzo 2026, 06:30

Intimidazione a Sicily By Car, un’azione da “cani sciolti”

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Le indagini sull’avvertimento nel deposito della Sicily By Car continuano, con una domanda in sottofondo: perché tre uomini armati sono scesi da un’auto rubata e hanno iniziato a sparare contro le auto all’impazzata? Un’intimidazione a Tommaso Dragotto, patron dell’azienda, ma per quale motivo? In che contesto si colloca tutto questo?

Questo è il principale interrogativo al quale devono rispondere i carabinieri della stazione di San Lorenzo, che stanno effettuando le indagini. Un contesto, quello appunto di via San Lorenzo, dove si trova il deposito dell’azienda, a due passi dalla zona più “anarchica” della città, ovvero lo Zen. Dragotto ha più volte detto e ripetuto in questi giorni che non ha mai ricevuto richieste di pizzo, e gli inquirenti non hanno elementi per credere il contrario. Dunque, potrebbe essere una nuova modalità di intimidazione: prima la paura, poi la richiesta.

Anche qui, però, chi indaga ha forti dubbi. Anche la modalità dell’azione è stata confusa, non certo da professionisti. Erano in tre, scesi da un’auto rubata (una Y10) che hanno iniziato a fare fuoco all’impazzata, senza senso. Tanto che alcuni proiettili sarebbero finiti anche in un’abitazione vicina, danneggiando degli infissi. Tra le armi usate forse c’era anche un Kalashnikov, difficile da usare per chi non è pratico, per questo probabilmente qualche colpo è scappato.

Non è esclusa l’ipotesi che tutto questo sia stata opera di balordi, di “cani sciolti”, e come abbiamo visto negli ultimi tempi in città, soprattutto nella zona di San Lorenzo, non mancano. Intanto a Dragotto va anche la solidarietà del presidente della Regione Renato Schifani. «La Sicilia non può e non deve piegarsi alla violenza e alle minacce: le istituzioni saranno sempre al fianco di chi opera nel rispetto della legalità e contribuisce allo sviluppo della nostra terra», ha detto Schifani.