Class action
Si allarga il fronte contro la movida selvaggia a Palermo: pronte altre richieste di risarcimento
Da via Maqueda ai vicoli del centro, comitati propongono una class action per fermare la movida insostenibile: rumori, fumi e controlli assenti minacciano il diritto al riposo.
Da via Maqueda ai vicoli e alle piazze del centro storico si alza il vento di protesta contro la mala movida: il malessere è crescente, la situazione viene definita "insostenibile" dai cittadini. Una condizione di caos diffuso che si aggrava con l’arrivo dell’estate, cancellando di fatto il diritto al riposo e alla quiete pubblica. Di fronte a questa situazione, i comitati stanno valutando una nuova iniziativa: un’azione legale collettiva e strutturata, una class action capace di unire le numerose segnalazioni e rappresentare un ampio fronte di cittadini, dopo la condanna al Comune di pagare 70mila euro. L’obiettivo resta chiaro: ottenere interventi concreti e sanzioni efficaci. A denunciare la situazione è il Comitato Maqueda-Vittorie, insieme ad altri gruppi spontanei attivi lungo l’asse che comprende piazza Bologni, piazza Sant’Anna, via Alloro, via Paternostro e piazza Aragona. Una rete civica che si è allargata fino a coinvolgere decine di famiglie accomunate da un disagio sempre più pressante.
«Chiediamo un piano straordinario di controlli serrati su fumi, licenze, emissioni sonore e occupazioni del suolo pubblico, con pattugliamenti costanti e non sporadici – dichiara il consigliere comunale Antonino Randazzo del M5s – se questa Giunta non è in grado di garantire il rispetto delle regole minime, abbia il coraggio di ammettere il fallimento prima che siano i tribunali a presentare il conto definitivo alla città». Il nodo principale resta l’inquinamento acustico, con vere e proprie discoteche all’aperto fino alle prime luci dell’alba. A questo si aggiunge il problema degli odori molesti: i fumi delle attività di ristorazione si riversano in strada e penetrano nelle abitazioni. «Abbiamo fatto tutto il possibile: esposti, segnalazioni, incontri con le istituzioni – raccontano dal Comitato Maqueda-Vittorie – ma nulla è cambiato. Durante l’estate la situazione peggiora drasticamente». Sotto accusa soprattutto l’assenza di controlli.