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24 marzo 2026 - Aggiornato alle 11:10
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Il caso a Catania

Ricattata sul web con foto intime e minacce: ma il caso è a rischio archiviazione

L'incubo di una donna dura da due anni. L'ex è stato espulso dall'Italia e la giustizia è "ingolfata" da un corto circuito normativo

24 Marzo 2026, 06:00

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Ricattata sul web con foto intime e minacce: ma il caso è a rischio archiviazione

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Hanno avuto una breve relazione sentimentale. Con momenti di intimità condivisa anche da remoto. E quelle videochiamate sono diventate un’arma micidiale di ricatto e sofferenza quando ha deciso di interrompere quel rapporto. L’ex fidanzato, un egiziano, non ha accettato la fine della storia e ha cominciato a diffondere immagini di nudo della donna sulle piattaforme digitali creando profili falsi e inviando messaggi anche ad amici e conoscenti della vittima. E non si è fermato a questo perché le foto e i video assolutamente privati sono stati inoltrati anche a gruppi social di discoteche. Una diffusione massiccia che sta producendo effetti devastanti nella vita della trentenne, che è anche mamma di due bambini adolescenti. L’ex inoltre minaccia di morte la donna. E fra i tanti ricatti c’è anche quello di attaccare sui muri davanti alla scuola dei figli le immagini intime. La donna non è stata in silenzio: ha denunciato, più volte.

Un incubo di diciotto mesi che sembra inarrestabile. Nemmeno la giustizia è riuscita fino a oggi a fermarlo. Il caso rischia - in modo paradossale - di essere archiviato. Un corto circuito normativo bloccherebbe l’azione penale. L’egiziano è stato destinatario di un provvedimento di espulsione e quindi il fatto che l’uomo viva all’estero farebbe cadere il pericolo di reiterazione del reato. Per l’avvocato Biagio Scillia è davvero assurdo: «La norma non può essere applicata per i reati informatici, in quanto la condotta criminale può continuare da qualsiasi parte del pianeta». L’avvocato si è già opposto a una prima richiesta di archiviazione della procura. Il gip ha infatti rinviato gli atti al pm, che però ha presentato un’altra archiviazione. A cui, pochi giorni fa, Scillia si è nuovamente opposto. Alcune settimane fa è stata depositata un’integrazione alla denuncia. «Se lo stalker si trova all’estero la vittima, quindi, resta senza tutela?», si chiede il legale. E, a questo punto, ce lo chiediamo tutti.