l'appalto
Servizi nei siti archeologici, chiuso il bando da 6,5 milioni
Scaduto il termine per le offerte: gara per la gestione di biglietteria e accoglienza nei principali siti del Parco
Si è chiuso ieri alle 11 il termine per la presentazione delle offerte nel bando di gara “per l’affidamento della gestione integrata dei servizi al pubblico (biglietteria, assistenza culturale e ospitalità) dei siti culturali del Parco archeologico di Siracusa, Eloro, Akrai e Tellaro”. I servizi aggiuntivi, torta da 6.518.941 euro, appalto dalla durata di quattro anni, con l’opzione di proroga per ulteriori due, articolato in un unico lotto che prevede, oltre all’area archeologica della Neapolis: la Galleria regionale di Palazzo Bellomo, il museo archeologico Paolo Orsi, il Castello Maniace; la Villa romana del Tellaro, a Noto; l’area archeologica di Akrai, a Palazzolo. Pubblicato il 12 febbraio dalla Centrale unica di committenza della Regione su richiesta del Parco, dopo che lo stesso aveva ritirato il bando precedente a seguito di rilievi Anac sul modello contrattuale dei lavoratori, riportava la scadenza di giorno 20. Ma c’è stata una proroga “in ragione della numerosità dei quesiti posti” dalle società interessate a presentare le offerte, che ha costretto la stazione appaltante a differire la pubblicazione delle risposte e con essa rinviare la data di scadenza delle presentazione delle offerte (ieri, appunto) e quella dell’apertura delle stesse (che avverrà venerdì 27, alle 11). Insomma, non si può ancora conoscere il numero delle candidature giunte, ma da questa premessa si evince che il bando ha suscitato interesse. Attorno a questi servizi si è scatenata una forte polemica, quando la direzione del Parco decise di non prorogare il contratto, scaduto nel 2022 e prolungato fino al 2024, ma avviare le verifiche di fine appalto e l’iter verso il nuovo bando.
Fu avviato pure un tentativo di rescissione anticipata, che non si concluse per la scadenza naturale del contratto, ma che si è meritato una bacchettata dell’Anac che ha adombrato “situazioni che avrebbero potuto comportare (…) anche l’esclusione da successive procedure di affidamento ai sensi dell’art. 95 del codice dei contratti pubblici”. Curiosità su questo aspetto della nuova gara: il disciplinare prevede che chi partecipi possegga, “a pena di esclusione, il Certificato di regolare esecuzione dei servizi resi”.