la protesta
Consorzio di bonifica, stipendi bloccati e famiglie al collasso: “Lavoratori costretti a fermare le auto”
Caos Tesoreria: il rimpallo tra banche e Regione che affama i dipendenti che avanzano 3 mensilità. Pronta l'agitazione
Nuovo allarme stipendi per i circa 250 lavoratori del Consorzio di bonifica del territorio provinciale e per i circa 40 lavoratori stagionali.
I ritardi vanno avanti da tempo e le rassicurazioni pervenute da gennaio ad oggi non hanno ancora prodotto risultati concreti. A lanciare l'appello è lo SNACOP (Sindacato Nazionale Consorzi di Bonifica), che questa volta anticipa l'intervento delle organizzazioni confederali di categoria.
Nei mesi scorsi sono state definite le procedure di affidamento del servizio di cassa, ma questo non è servito a normalizzare i pagamenti degli emolumenti a favore dei dipendenti e delle fatture a favore dei creditori.
Le lungaggini tecnocratiche stanno gravando sulle famiglie dei lavoratori che ora, in tutto questo meccanismo, sono quelli che pagano il conto più salato. “C'è stata una difficoltà di cui siamo a conoscenza riguardante l’intervento di un nuovo istituto bancario” – dice il rappresentante sindacale locale Giuseppe Lauro – “deve intervenire il governo regionale, ma questo non è ancora avvenuto”.
I lavoratori continuano a svolgere regolarmente i loro servizi, speravano che l'intoppo burocratico e amministrativo potesse risolversi nel giro di qualche settimana, ma non ci sono segnali positivi dai contatti quotidiani con l'amministrazione della società consortile.
“Dobbiamo percepire tre mensilità come personale a tempo indeterminato” – aggiunge il sindacalista – mentre gli stagionali ancora devono percepire il mese di dicembre, indennità chilometriche e straordinari. Ci dicono che si tratta di un problema legato alla nuova gestione della tesoreria, che purtroppo si protrae ormai da troppo tempo”.
L'amministrazione del consorzio riferisce che c'è stato un intervento in prima persona dell'assessorato regionale, attraverso contatti con i dirigenti della banca, ma non avrebbe prodotto risultati.
I consorzi di bonifica in Italia hanno rinnovato i servizi di tesoreria tramite gare d'appalto pubbliche per la gestione finanziaria, incassi e pagamenti. Ma mentre in altre zone della Sicilia gli stipendi vengono pagati regolarmente, nel versante occidentale ci sono ritardi.
“C'era un problema pignoramenti” – aggiunge il sindacato – “sappiamo che l'amministrazione ha avviato un paio di azioni legali, ma non c'è stato lo sblocco che ci attendevamo. I lavoratori, che com'è noto usano i loro mezzi per le esigenze di servizio, vivono ormai una situazione drammatica che non può continuare oltre”.
Alcuni lavoratori da settimane si astengono dall'utilizzo della loro auto privata per i servizi, non se la sentono di incidere in misura superiore sul loro bilancio familiare.
In vista dell'avvio della stagione irrigua che interesserà tutti i territori di loro competenza, il rischio di un'agitazione e una nuova stagione di sciopero potrebbe compromettere il lavoro delle aziende agricole.