polizia penitenziaria
Carcere, i numeri mettono i brividi: nel 2025 gestiti 1.584 eventi critici
Organico ridotto e sovraffollamento di detenuti: effettuate 200 perquisizioni, sequestrati 84 cellulari e quasi mezzo chilo di droga
Organico ridotto a fronte di un sovraffollamento sempre più preoccupante, ma anche un'intensa attività operativa con arresti, denunce e sequestri. La presenza media (gennaio 2025 – febbraio 2026) è di 360 detenuti (315 uomini e 45 donne).
Basta un dato per fotografare la situazione alla Casa circondariale Pasquale Di Lorenzo, istituto penitenziario diretto da Anna Puci: la Polizia Penitenziaria, guidata dal commissario capo Aurora Monica Mirabile (nella foto), nel 2025 ha fronteggiato la gestione di 1.584 eventi (con una media di 4 al giorno), la gran parte classificati “critici”, per violazioni di norme penali consistenti in atti di violenza, minacce, resistenza, oltraggi, danneggiamenti, atti di autolesionismo e manifestazioni di protesta, nonché è stata impegnata nella gestione di gravi criticità a rischio della propria incolumità subendo aggressioni fisiche ma anche intervenendo in liti tra gli stessi detenuti. Un numero allarmante emerso a pochi giorni dalla festa per il 209° anniversario della fondazione del Corpo che si è tenuta al Teatro Pirandello.
Nel carcere agrigentino, lo scorso anno sono state effettuate oltre duecento perquisizioni ordinarie, alcune delle quali straordinarie con attività investigative ancora in corso. Altri numeri che rendono l’idea dell’imponente attività portata avanti dal personale della Polizia Penitenziaria in servizio al carcere di contrada “Petrusa”. Dal primo gennaio al 31 dicembre del 2025 sono stati rinvenuti e sequestrati ben 84 telefoni cellulari e sostanze stupefacenti (cocaina, hashish, marijuana) per un quantitativo pari al peso complessivo di 474 grammi. La Penitenziaria ha proceduto ad arresti e denunce di una cinquantina di detenuti. Numeri nella media anche nei primi due mesi dell’anno in corso: a febbraio con due distinte operazioni sono stati posti sotto sequestro numerosi smartphone, microcellulari, armi rudimentali. Da registrare anche il suicidio di un detenuto cinquantenne, residente in un comune del Nisseno, e l’episodio di un detenuto italiano, recluso nel reparto di media sicurezza che ha aggredito e ferito con pugni al volto un agente dopo il rifiuto di concedere l’ora d’aria oltre l’orario previsto.
Sull’attuale pianta organica, sono circa 200 le unità in servizio (236 quelle previste). Più volte i sindacati hanno scritto al capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria e al Provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria e non solo, tra quelli in prima linea, una nota di merito va a Salvatore Gallo Cassarino, delegato regionale Sicilia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, e a Calogero Spinelli, dirigente nazionale della Federazione Sindacati Autonomi Cnpp – Spp, che con grande professionalità hanno gestito gli eventi critici e la carenza di personale.
«C’è stato un periodo che siamo arrivati ad avere quasi 390 detenuti – raccontano alcuni agenti penitenzieri -. Nel tempo è cresciuta la preoccupazione e il malessere del personale, molti hanno avuto problemi psicofisici».
Organico, aggressioni e problemi strutturali. Negli ultimi anni sicuramente qualcosa è cambiato, grazie anche al lavoro prezioso del direttore Anna Puci: «La situazione è migliorata, abbiamo delle unità che prima non avevamo e c’è serenità, anche se può capitare che si verificano eventi critici più forti e momenti di sconforto».