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24 marzo 2026 - Aggiornato alle 20:35
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Governo nazionale

Emergenza idrica in Sicilia, piano da 740 milioni per dighe, dissalatori e acquedotti

Il vicepresidente del Consiglio e ministro Matteo Salvini ha rivendicato il lavoro messo in campo dal Mit per rafforzare la sicurezza idrica dei territori, con una linea chiara

24 Marzo 2026, 16:43

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Emergenza idrica in Sicilia, piano da 740 milioni per dighe, dissalatori e acquedotti

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In Sicilia resta alta l’attenzione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul fronte idrico, con programmi di finanziamento per circa 740 milioni di euro.

In una serie di risposte ad interrogazioni parlamentari, il vicepresidente del Consiglio e ministro Matteo Salvini ha rivendicato il lavoro messo in campo dal Mit per rafforzare la sicurezza idrica dei territori, con una linea chiara: nuove infrastrutture strategiche, meno perdite, programmazione solida e coerenza con la pianificazione di bacino.

Le risorse riguardano la sicurezza delle grandi dighe, il completamento di opere rimaste a lungo incompiute, il potenziamento della rete primaria e la riduzione delle perdite nelle reti potabili. Un pacchetto di interventi che punta a rafforzare in modo concreto la tenuta del sistema idrico siciliano, superando ritardi storici e criticità strutturali.

L’obiettivo nazionale, sottolineato dal ministro, è superare definitivamente la logica dell’emergenza e accompagnare i territori verso una gestione più strutturale ed efficiente della risorsa idrica, a partire dal Mezzogiorno e dalla Sicilia. A questo si aggiunge il primo stralcio attuativo 2025 del Pniissi, che per la Sicilia prevede 5 interventi per complessivi 92,1 milioni di euro.

Il dettaglio dei cinque interventi previsti per la Regione Sicilia.

A Palermo tre operazioni strategiche di riqualificazione e potenziamento dei potabilizzatori e del grande acquedotto di Montescuro, destinate ad aumentare in modo significativo la disponibilità di risorsa idrica per la Sicilia orientale e per la città di Palermo. Gli interventi, spiega una nota del Mit, sostenuti anche dagli investimenti del Pnrr, rappresentano un tassello rilevante di questa strategia e puntano a migliorare approvvigionamento, efficienza e capacità di risposta del sistema idrico siciliano nel lungo periodo.

Sulla diga Trinità Salvini ha sottolineato il lavoro svolto dal Mit sul dossier, con particolare riferimento al ripristino delle condizioni minime di sicurezza e funzionalità dell’invaso. Il ministro ha ricordato che al Mit spetta la vigilanza sulle operazioni di controllo ai fini della sicurezza dell’impianto, mentre manutenzione e interventi urgenti competono alla Regione Siciliana. Salvini ha evidenziato la rapidità con cui il dicastero si è mosso e ha confermato che un approccio rapido e pragmatico sta guidando la valutazione tecnica degli interventi eseguiti, per consentire un incremento della quota del serbatoio.

Il dissalatore di Porto Empedocle rientra tra gli impianti sui quali il Governo ha accelerato per fronteggiare l’emergenza idrica in Sicilia. Si tratta, spiega ancora la nota del Mit, di un tassello concreto di un programma di lungo periodo che punta ad aumentare la portata complessiva del sistema di oltre 500 litri al secondo, superando la logica dell’emergenza e rafforzando la sicurezza idrica dei territori più esposti alla crisi.

Anche Trapani, sottolinea la nota del Mit, è al centro del piano del Governo per rafforzare la risposta alla siccità in Sicilia. L’obiettivo è rafforzare in modo stabile la resilienza del sistema siciliano, attraverso un programma di sviluppo di lungo periodo che punta ad aumentare la portata complessiva di oltre 500 litri al secondo, offrendo risposte concrete ai territori.

Tra gli impianti attivati per affrontare l’emergenza idrica in Sicilia c'è anche il dissalatore di Gela, entrato in esercizio provvisorio prima dello scorso autunno. L'intervento si affianca a una strategia più ampia che comprende anche i dissalatori di Porto Empedocle e Trapani.