Acireale
Timpa, piano di messa in sicurezza
Il distacco, causato dalle piogge, ha trascinato un blocco di svariate tonnellate per 200 metri. La Protezione civile e il Comune valutano interventi in somma urgenza
Dal sopralluogo dei tecnici del Dipartimento della Protezione civile regionale e dell’amministrazione comunale, a Santa Maria La Scala, in seguito al crollo del macigno lavico dal crinale, si è proceduto a una prima mappatura della frana. Il terrazzamento ha fermato la corsa del grosso masso staccatosi dalla parete della Timpa, nel pomeriggio di domenica scorsa, precipitando per circa duecento metri, fermando la propria corsa in un terreno privato di proprietà di un contadino che risiede poco distante dal luogo del violento impatto al suolo del macigno, dal peso di svariate tonnellate.
Il rilascio del blocco di pietra lavica è stato causato dalle copiose piogge degli ultimi giorni e dal continuo dilavamento del crinale dalle acque meteoriche che dalla Statale 114 cadono verso la frazione marinara. Una cosa del genere non si era mai vista, racconta il proprietario del fondo agricolo, Gioacchino Calì: «Pietre di 20-30 chili, mai una cosa così enorme era venuta già del costone e senza il ripiano poteva proseguire la sua corsa verso le abitazioni sottostanti». In via Grotta delle Colombe, i tecnici della Protezione civile regionale, Nunzio Costa e Giacomo Costantino, hanno scattato foto nel luogo del crollo e preso appunti per una prima valutazione dei danni e stabilire le procedure di messa in sicurezza in somma urgenza. Ingabbiare questa parte della Timpa o procedere con muri di contenimento da possibili nuovi cedimenti rocciosi dal costone, nell’analisi di Giuseppe Filetti, ex geologo del Genio civile, impegnato in passato in diversi progetti di messa in sicurezza della Timpa: «Il distacco è avvenuto per ragioni geomorfologiche naturali - spiega - adesso bisogna capire come e dove intervenire, in quanto è impensabile poter imbragare la parete con reti metalliche paramassi».
Sul luogo del crollo dell’enorme masso, anche i componenti della quinta commissione Lavori pubblici e Protezione civile. Il sindaco, Roberto Barbagallo ha delineato il quadro degli interventi non solo nel tratto interessato dal recente crollo, ma su tutta la parete della Timpa che presenta diverse fragilità strutturali e necessita di interventi di messa in sicurezza, a cominciare dalla canalizzazione delle acque piovane. «Subito - osserva il primo cittadino - bisognerà procedere con la rimozione delle pietre pericolanti. Regimentare il ruscellamento delle acque che dalla Ss 114 finiscono lungo tutta la scarpata è tra le priorità non più rinviabili».