il voto a palermo
Referendum giustizia, il No che stravince: punte dell'85 per cento a Bonagia e Zen. Solo un seggio a San Lorenzo va controcorrente
I numeri nei seggi cittadini
La riforma sulla giustizia è stata sonoramente bocciata anche dai cittadini siciliani, il “no” ha ricevuto il 61 per cento delle preferenze in Sicilia, mentre città ha sfiorato il 69 per cento. Il capoluogo ha risposto in maniera compatta, con picchi nelle zone periferiche, anche se il quadro che emerge è di una straordinaria uniformità.
I quartieri popolari hanno dato una spinta importante al “no”, seppur con un affluenza più bassa rispetto alle aree più centrali. Allo Zen in due seggi dell’istituto “Giovanni Falcone” si sono toccate punte dell’81 per cento per il “no”: in entrambi però solamente circa il 19 per cento degli aventi diritto si sono recati alle urne, affluenza più bassa della città. In pratica chi ha scelto di esercitare il proprio diritto al voto, lo ha fatto sostanzialmente per bocciare la riforma. L’intero quartiere però si colloca “solo” al 71 per cento di preferenze negative totali, includendo solamente le sezioni elettorali strettamente afferenti allo Zen. La settima circoscrizione, di cui oltre proprio allo Zen fanno parte anche Mondello, Arenella, Pallavicino e Tommaso Natale, presenta paradossalmente il dato più basso tra tutte e otto: il “sì” ha raccolto il 34 per cento dei consensi, il “no” il 66. È possibile affermare quindi che qui la forte risposta negativa al quesito è stata in gran parte, frutto proprio dei votanti dello Zen.
A Bonagia però la percentuale più alta tra tutti i 600 seggi, con un affluenza al 55 per cento, che spicca sul dato aggregato di tutta Palermo. Qui il “no” è arrivato in un seggio dell’istituto “Piersanti Mattarella” all’85,5 per cento delle preferenze (378 voti su 444 totali). Una sola sezione invece è andata controtendenza: a San Lorenzo - istituto superiore “E. Majorana” - il “sì” ha vinto con 356 voti contro 157, quindi con una percentuale del 69 per cento.
La prima circoscrizione, il centro storico di cui fanno parte quartieri come Kalsa e Ballarò, si piazza al primo posto tra le otto con il 75,5 per cento delle preferenze. A seguire un’altra fetta di quartieri, appartenenti alla quinta circoscrizione, che sono come il collante tra le zone della “Palermo bene” e i quartieri socialmente più fragili. Zisa, Noce, Uditore, Passo di Rigano, Borgo Nuovo: il 71,6 per cento ha detto “no” alla riforma con un’affluenza allineata al 48 per cento del capoluogo. In particolare, la Zisa ha trainato la circoscrizione, con il 74 per cento.
Poi il centro, quello turistico, barocco, che si prende la scena, tra Politeama e Libertà. Nessuno dei quartieri dell’ottava e ultima circoscrizione spicca per preferenze, ma unitariamente la zona si piazza al terzo posto con il 69 per cento. Stesso numero per la terza circoscrizione, in dati aggregati, in cui però emerge la zona del Policlinico con il 72 per cento di “no” raccolti.