dda catania
Clan di Ortigia, pm chiedono cinque condanne (fino a 20 anni)
Al giudizio abbreviato richieste di pene da 6 a 20 anni per i presunti membri del clan, con venti rinvii a giudizio ancora da definire
Cinque condanne, un'assoluzione e venti rinvii a giudizio sono le richieste avanzate dai pubblici ministeri Fabrizio Aliotta e Gabriele Fragalà, della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, a conclusione della requisitoria, al processo che si sta celebrando con il giudizio abbreviato, scaturito dall'operazione congiunta di carabinieri e guardia di finanza contro il clan di Ortigia.
I rappresentanti della pubblica accusa hanno sollecitato al Gup del tribunale di Catania, Marina Rizza, la condanna a 20 anni di reclusione a carico di Orazio Scarso, ritenuto a capo del clan mafioso che opera nel centro storico. I due magistrati hanno chiesto la condanna dei presunti affiliati Claudio Guzzardi a 18 anni di reclusione e Christian Fontana alla pena di 12 anni e 2 mesi di reclusione. Per Andrea Sapienza, invece, i pubblici ministeri hanno sollecitato la condanna a 6 anni, mentre hanno chiesto l'assoluzione nei confronti di Luigi Fazzino, intestatario di un Ape calessino.
Al processo è imputato anche il medico Ugo Mazzilli, per il quale i pm hanno chiesto la pena di 6 anni. Questi, difeso dall'avvocato Fabio D'Amico, ha sempre protestato la propria estraneità ai fatti oggetto della contestazione, affermando di essersi solo limitato ad accompagnare la collega medico ad un appuntamento in piazza Pancali il 12 giugno 2021 per risolvere una questione legata alla mancata consegna di un'automobile nonostante l'avesse pagata, e di non conoscere le persone incontrate quel giorno.
Il giudice ha fissato una nuova udienza per il 7 maggio quando toccherà ai legali della difesa esporre le proprie arringhe.
I due pubblici ministeri hanno anche chiesto il rinvio a giudizio per le altre venti persone coinvolte nell'inchiesta della Dda, mentre un altro imputato è stato ammesso al patteggiamento.
Secondo gli inquirenti, il gruppo di Ortigia si sarebbe riorganizzato attorno a Scarso, che avrebbe esercitato il controllo del territorio attraverso intimidazioni, lesioni personali aggravate, estorsioni e rapine finalizzate ad acquisire la gestione e il controllo di alcune attività. Le indagini avrebbero accertato che l'organizzazione avrebbe esercitato un capillare e sistematico controllo su diversi settori economici strategici dell'isola, in particolare quelli rivolti all'erogazione di alcuni servizi ai turisti.
Il giudice ha fissato una nuova udienza per il 7 maggio quando toccherà ai legali della difesa esporre le proprie arringhe.
I due pubblici ministeri hanno anche chiesto il rinvio a giudizio per le altre venti persone coinvolte nell'inchiesta della Dda, mentre un altro imputato è stato ammesso al patteggiamento.
Secondo gli inquirenti, il gruppo di Ortigia si sarebbe riorganizzato attorno a Scarso, che avrebbe esercitato il controllo del territorio attraverso intimidazioni, lesioni personali aggravate, estorsioni e rapine finalizzate ad acquisire la gestione e il controllo di alcune attività. Le indagini avrebbero accertato che l’organizzazione avrebbe esercitato un capillare e sistematico controllo su diversi settori economici strategici dell’isola, in particolare quelli rivolti all’erogazione di alcuni servizi ai turisti.