Catania
Lo stupro in cella arriva in aula: acquisiti i mezzi di prova e processo rinviato a un anno
Il tentativo di violenza è avvenuto all'interno di un istituto penitenziario per minorenni del Catanese
Il rinvio è al 18 gennaio. Quasi un anno. Quando non ci sono le urgenze delle scadenze delle misure cautelari i tempi del dibattimento si dilatano. E così il processo per il tentato stupro ai danni di un detenuto di un istituto penitenziario minorile proseguirà nel 2027. Il dibattimento è stato avviato ieri mattina: il pm, le parti civili e la difesa hanno presentato le fonti di prova. L’attività istruttoria si sta svolgendo davanti alla seconda sezione penale del Tribunale: il collegio è presieduto dal giudice Santino Mirabella.
La ricostruzione dell’accusa è agghiacciante. I due imputati, un romeno e un egiziano, tentarono di sodomizzare il giovane detenuto, assistito dall’avvocato Eleonora Baratta, con un manico di scopa: solo grazie alla difesa del compagno di cella della vittima i due furono bloccati e fermati. Poi scattarono le indagini sia all’interno del carcere che fuori. I due reclusi furono iscritti nel registro degli indagati e il pm chiese di mandarli a giudizio. Richiesta che è stata accolta.
Uno dei due imputati, il ventenne egiziano, ha già affrontao processi per violenza sessuali. Infatti è coinvolto nel dibattimento che riguarda lo stupro di gruppo che si è consumato nei bagni della Villa Bellini il 30 gennaio 2024, nel pieno dei festeggiamenti agatini. La vittima all’epoca aveva solo tredici anni.
