L'anniversario
Ucciso per ordine del boss dei Laudani: Piazza Lanza commemora il poliziotto della penitenziaria Bodenza
Una cerimonia all'interno dell'Istituto penitenziario catanese dove lavorava la vittima di mafia. Fu freddato 31 anni fa mentre tornava a casa
Sono passati 31 anni dall’omicidio di Luigi Bodenza. Quella maledetta notte del 25 marzo 1994 il poliziotto penitenziaria stava rientrando a casa dopo il turno nel carcere di Piazza Lanza. I killer lo hanno freddato in via Due Obelischi. I sicari agirono per ordine del capomafia dei Laudani, Giuseppe Maria Di Giacomo, che dopo alcuni anni è diventato collaboratore di giustizia. Un omicidio senza un perché: Bodenza fu scelto dal boss mafioso per dare una “lezione” alla polizia penitenziaria. Un processo ha segnato la condanna degli assassini e dei mandanti di quel delitto. Il delitto di un innocente che però continua a parlare attraverso i familiari e i colleghi.
Oggi nel carcere di Piazza Lanza ci sarà una cerimonia per commemorare la vittima di mafia e del dovere. L’evento, organizzato dalla Direzione della Casa Circondariale, vedrà la partecipazione delle autorità civili, militari e religiose di Catania. Sarà presente altresì una delegazione degli studenti dell’Istituto Spedalieri, che «avrà così l’opportunità - afferma la direttrice di Piazza Lanza, Nunziatina Di Fazio - di conoscere da vicino la storia di un servitore dello Stato barbaramente ucciso dalla mafia». L’esercizio della memoria è uno dei baluardi della lotta alla criminalità organizzata.
Questo anniversario cade pochi gironi prima delle celebrazioni della Fondazione del Corpo della Polizia Penitenziaria. In occasione del 209esimo anniversario è stata organizzata una celebrazione provinciale nello storico Palazzo Platamone. «Sarà un modo per rendere omaggio al corpo, per far conoscere ai cittadini i delicatissimi compiti svolti e il contributo assicurato all’intera collettività nella storia da parte degli appartenenti alla polizia penitenziaria». Alla cerimonia ci sarà anche una delegazione di studenti dell’Istituto Falcone di Giarre e del Turrisi Colonna di Catania.