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25 marzo 2026 - Aggiornato alle 18:55
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Cronaca

Porto di Pozzallo, sbarcano bagnati fradici e in ipotermia: c'erano anche tre minori

Situazione sempre più complessa nel canale di Sicilia. Neppure il freddo funge da deterrente

25 Marzo 2026, 16:15

16:20

Porto di Pozzallo, sbarcano bagnati fradici e in ipotermia: c'erano anche tre minori

Foto Unchr

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La notte scorsa il porto di Pozzallo è diventato il punto di approdo di trentiquattro persone che il mare aveva messo a dura prova. Sono arrivati stremati, bagnati fradici e in ipotermia, con addosso il peso di un viaggio che aveva rischiato di spezzarsi a cento miglia dalla costa, in un tratto di mare agitato che non concede errori. Tra loro c’erano tre minori, piccoli e infreddoliti, che hanno attraversato la notte aggrappati a un destino più forte delle onde.

Il salvataggio, coordinato dalla Capitaneria di Porto, è stato complesso, segnato da manovre difficili e da un mare che non smetteva di respingere. Ogni avvicinamento è stato una sfida, ogni istante un equilibrio fragile tra la vita e l’abisso. Quando la motovedetta ha fatto ingresso nel porto, le luci della banchina hanno rotto il buio come un respiro di sollievo: mani tese, coperte, bevande calde, parole semplici che diventano un primo rifugio dopo ore di paura.

Tutti i migranti, provenienti dal Bangladesh, sono stati rifocillati e assistiti non appena sbarcati, poi accompagnati all’hotspot della struttura portuale per le cure e l’accoglienza necessarie. In quel passaggio, tra il freddo che ancora li avvolgeva e il calore di chi li aspettava, si è ricomposta la distanza tra la tempesta e la terraferma.

Pozzallo, ancora una volta, ha visto arrivare storie che il mare non è riuscito a cancellare. E in questa notte difficile, segnata dal vento e dalla paura, trentiquattro persone hanno trovato un punto da cui ricominciare.