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25 marzo 2026 - Aggiornato alle 21:00
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Nicolosi

Boschi dell’Etna “ostaggio” delle moto da cross

Gruppi di centauri ignorano i divieti distruggendo la vegetazione e mettendo in pericolo ciclisti e famiglie

25 Marzo 2026, 21:00

Boschi dell’Etna “ostaggio” delle moto da cross

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Nell’area protetta del Parco dell’Etna si registra sempre più spesso, soprattutto nei fine settimana, la presenza di numerose moto da cross che circolano illegalmente nei sentieri e nei boschi, in modo particolare nella fascia oraria che va dalle 8 sino alle 13. Nella zona di Nicolosi, le segnalazioni fatte da alcune associazioni sportive e dedite alla cura dell’ambiente, che operano nel territorio, indicano percorsi ricorrenti che partono dai Monti Rossi passando per l’area del Monastero Benedettino Beato Gb Dusmet e del monte Fusaro, sino a raggiungere la zona della Tarderia, in territorio di Pedara.

Ma anche altri accessi del Parco dell’Etna, come la Melia, in territorio di Ragalna, e la zona nord del Vulcano, sono oggetto di queste segnalazioni. Da considerare molto gravi e in spregio all’attuale legge, la quale stabilisce che «la circolazione di moto da cross o enduro non autorizzati, all’interno di parchi, boschi e sentieri, è illegale in Italia, in quanto viola il Codice della Strada e le leggi ambientali regionali e nazionali».

Comportamenti dunque, davvero da stigmatizzare, che causano danni significativi all’ecosistema, tra cui deterioramento del suolo, distruzione della vegetazione e disturbo alla fauna. Rumori molto molesti, che non possono essere tollerati. Inoltre, essi rappresentano un pericolo ed un forte disagio, per escursionisti, famiglie e sportivi che frequentano il Parco dell’Etna, nel fine settimana. Basta pensare che addirittura, tornando proprio nella zona di Monte Fusaro, 900 metri sul livello del mare (ma, come detto, è solo uno dei tanti esempi), i motociclisti vi scorrazzano percorrendo i sentieri tracciati per escursione in mountain bike e trekking, impedendo di fatto a coloro che svolgono queste attività ecosostenibili, di percorrerli serenamente e, perdipiù, con il rischio di essere investiti.

Paesaggi vulcanici, davvero di incomparabile bellezza, visitati da chi ama la natura e la geologia, costretti a subire il rombo di motori, che disegnano davvero un quadro sconfortante che non può essere tollerato. Occorrono interventi più incisI e continui da parte della autorità preposte, al fine di contrastare un fenomeno sempre più diffuso. Si chiede anche la collaborazione dei cittadini che possono trasmettere le segnalazioni alle forze dell’ordine, alla guardia forestale o alle polizia locale o ad altre organizzazione di tutela ambientale.