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25 marzo 2026 - Aggiornato alle 21:16
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Il delitto

Garlasco, Chiara Poggi aggredita sul divano. E intanto una delle cugine Cappa...

Perizia che posticipa il decesso di almeno mezz'ora riapre scenari: sangue sul divano, lividi e lesioni eterogenee rimettono in discussione l'alibi di Alberto Stasi; dibattito aperto su arma e impronta

25 Marzo 2026, 18:46

Chiara Poggi

Chiara Poggi

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Nuovi scenari si affacciano sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007.

Dopo le recenti indiscrezioni secondo cui la giovane avrebbe tentato di difendersi dal suo aggressore, con evidenti segni di colluttazione sul corpo, emergono ulteriori elementi.

La perizia dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo propone di posticipare l’orario del decesso di almeno mezz’ora rispetto alle stime finora accreditate. Se confermata, tale valutazione potrebbe incidere in modo rilevante sulla posizione di Alberto Stasi, unico condannato per il delitto, che – secondo la sua versione – si trovava già a casa a lavorare alla tesi prima delle 10 del mattino.

Alla luce di questa nuova scansione temporale, si riconsidera anche la dinamica dell’assassinio. Nel corso della trasmissione “Lo Stato delle Cose” su Rai3, il legale di Stasi, Antonio De Rensis, ha richiamato l’attenzione su un aspetto finora poco esplorato: la presenza di macchie di sangue sul divano dell’abitazione. Secondo l’avvocato, ciò potrebbe indicare che l’aggressione sia iniziata proprio lì, con un primo attacco e un successivo tentativo di difesa da parte della vittima. Una ricostruzione che si discosta dall’ipotesi di una morte quasi immediata, facendo invece propendere per una colluttazione, ipotesi supportata anche dai lividi riscontrati sul corpo della giovane.

Resta centrale il tema dell’arma impiegata. Il medico legale Francesco Fineschi ha sottolineato l’eterogeneità delle lesioni: alcune compatibili con colpi inferti da una superficie battente, altre difficilmente riconducibili a un unico oggetto. Da qui l’ipotesi dell’uso di più strumenti o di un utensile complesso. Tra le piste più accreditate continua a figurare il martello, tesi corroborata da studi accademici citati in trasmissione. Tuttavia, consulenti della difesa ritengono plausibile che si tratti di un solo oggetto dalle caratteristiche composite, simile ma non identico a un martello tradizionale.

Rimane controversa anche la questione dell’impronta insanguinata rinvenuta sulla scena: per il consulente della difesa Oscar Ghizzoni non vi sarebbe più “<strong;certezza assoluta<="" strong="">” circa l’attribuzione al numero 42, poiché variabili come deformazione della suola, peso corporeo e fluidità del sangue possono alterare la misurazione. Altri esperti, invece, continuano a ritenere quella misura la più compatibile.</strong;certezza>

Sul fronte mediatico, Stefania Cappa, avvocato e cugina di Chiara Poggi, non sarà ospite di Francesca Fagnani a “Belve Crime”. La notizia, riportata dal giornalista e opinionista televisivo Davide Maggio, attribuisce l’assenza al mancato accordo sul cachet: la cifra richiesta dalla Cappa e rifiutata dal programma sarebbe di 15 mila euro.